Comitato Boccea: “Rom aggressivi e sfacciati, nessuno fa rispettare la legge”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2015 16:31 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2015 16:43
Comitato Boccea: "Rom aggressivi e sfacciati, nessuno fa rispettare la legge"

Comitato Boccea: “Rom aggressivi e sfacciati, nessuno fa rispettare la legge”

ROMA – Sono diventati sfacciati e aggressivi, non si nascondono più: a dire la sua opinione sui rom di Roma è Alessandro Basso, presidente del comitato di quartiere Aurelio-Boccea, ovvero un abitante della zona che mercoledì sera è stata teatro della fuga omicida di tre rom che alla guida di una Lancia Lybra hanno investito otto passanti uccidendo una donna. Intervistato dall’Huffington Post dice:

“Nel nostro quartiere i rom si sentono protetti. Tutti sanno quello che succede, ma loro sono diventati più aggressivi, più sfacciati, perché nessuno gli fa rispettare le leggi. Quelle leggi che dovrebbero essere uguali per tutti, italiani, neri, asiatici, est europei e nomadi”. “Le forze dell’ordine sanno benissimo quello che succede tutti i giorni. Il quartiere è cambiato radicalmente in questi ultimi anni. Fino a qualche tempo fa era diverso. Oggi l’illegalità regna sovrana”.

Secondo Basso, oggi è peggio di qualche anno fa: 

“Abbiamo due campi nelle vicinanze, quello della Monachina e quello di Montemario, legalizzato da Rutelli anni fa. Qui il problema rom c’è sempre stato, sono decenni che sono presenti, me li ricordo quando ero piccolo. Il problema è che sono diventati più aggressivi, più sfacciati”. In che senso scusi? “Perché nessuno gli fa rispettare le legge, e quindi si sentono protetti. Questa amministrazione non fa nulla, forse perché le comunità rom la appoggiano con i loro voti. Ma non ne voglio fare una questione politica, noi chiediamo solo legalità e sicurezza”. “Sono tanti piccoli episodi. Basti pensare che da Battistini partono per sparpagliarsi in tutta la metropolitana. E se una volta avevano paura, si nascondevano, oggi passano tranquillamente i tornelli. Davanti le macchinette per i biglietti ti affrontano. Se compri un biglietto e scende giù il resto, ti minacciano se non glielo consegni. A poca distanza poi c’è un’isola ecologica. Loro parcheggiano fuori i furgoni, e agli automobilisti chiedono di dare quel che vanno a buttare. Magari c’è la fila, o è chiuso, e anche la coscienza civile dovrebbe essere più alta. Ma succede sotto gli occhi di tutti e nessuno interviene”.