Lurate Caccivio (Como), tessera “a punti” per poter fare la cresima. Polemiche su don Angelo Fontana

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 ottobre 2018 22:12 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2018 22:12
Lurate Caccivio (Como), tessera "a punti" per poter fare la cresima. L'idea contestata di don Angelo Fontana

Lurate Caccivio (Como), tessera “a punti” per poter fare la cresima. L’idea contestata di don Angelo Fontana (Foto archivio Ansa)

MILANO –  Una tessera con tanto di bollini per poter fare la cresima. Si chiama “Cammino di iniziazione cristiana – Anno pastorale 2018-2019”, con tanto di spazio per i dati anagrafici e ben tre pagine con gli spazi per i bollini da riempire, ed è una sorta di “raccolta punti della fede”. E’ la proposta che la comunità pastorale di Lurate Caccivio, in provincia di Como, ha fatto ai propri cresimandi da una parte per invogliarli a partecipare, dall’altra per verificare effettivamente la partecipazioni ai sacramenti: la “tessera a punti”, infatti serve a segnare le confessioni, la partecipazione alla messa e, naturalmente, la presenza alle lezioni di catechismo.

“Questa tessera ti aiuta a verificare la tua fedeltà a Gesù – è la spiegazione sul foglio dove mettere i bollini – e a prendere con serietà TU con i tuoi GENITORI il cammino di iniziazione cristiana che avete scelto di intraprendere in questo anno”.

Il sistema di verifica prevede anche una soglia di partecipazione: se non ci sono almeno i due terzi “delle presenze, non sarà possibile accedere all’anno successivo”. Un po’ come la frequenza a scuola o agli allenamenti di calcio, insomma.

Una novità che non a tutti è piaciuta e che qualcuno ha preso con ironia, anche se sui social non sono mancate le prese di posizione favorevoli. Il parroco che ha elaborato la “card”, don Angelo Fontana, sentito da alcuni giornali, ha cercato di spiegare come un invito alla partecipazione, rivolto soprattutto agli adulti, ricordando che quella dei due terzi è una regola diocesana a cui si possono fare delle eccezioni in alcuni casi. “Molto semplicemente è stata chiesta la collaborazione della famiglia nella catechesi – spiega il responsabile della Comunità pastorale – Non è una novità e lo stesso cardinale Scola ha sostenuto, con la riforma della catechesi, il coinvolgimento dei famigliari all’atto delle iscrizione. Questo significa la partecipazione alla messa, al catechismo e alla comunità. Una partecipazione che deve essere attiva”.