Complemese dei gemelli contesi, i genitori: “Da grandi gli diremo tutto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2014 12:25 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2014 12:29
Complemese dei gemelli contesi. Il papà: "Da grandi gli diremo tutto"

Complemese dei gemelli contesi. Il papà: “Da grandi gli diremo tutto”

ROMA – “Da grandi gli diremo tutta la verità”. A parlare è il papà dei gemellini contesi dopo lo scandaloso scambio di embrioni avvenuto all’ospedale Pertini di Roma. I piccoli che oggi festeggiano il loro primo complimese, sono affidati alle cure della madre gestante e il papà che li ha riconosciuti. Intervistato dal quotidiano la Stampa il papà mostra sincera empatia per l’altra coppia, i genitori biologici dei gemellini, e racconta la felicità di essere diventato padre costantemente offuscata dalla paura di vederseli portare via.

Oggi, 3 settembre, ancora in vacanza per qualche giorno, festeggerà insieme alla moglie e ai nonni il primo mese di vita dei gemelli nati il 3 agosto.

“Sappiamo bene che in questo stesso momento c’è un’altra coppia che soffre. E nonostante io e mia moglie siamo riconosciuti dalla legge come il padre e la madre legittimi dei bambini, siamo profondamente dispiaciuti per l’altra coppia”.

I bambini, sottolinea,

“hanno diritto all’innocenza e alla serenità come tutti gli altri bambini. Certo siamo consapevoli che arriverà il giorno in cui dovremo raccontare loro che cosa è successo. E lo faremo. Ma oggi la nostra unica priorità è che possano crescere pacificamente”.

L’uomo racconta di essere rimasto “sbalordito” dalla richiesta della coppia genetica di affidare temporaneamente i bambini a un istituto o a una casa famiglia:

“Comprendiamo la sofferenza di quella coppia, ma sinceramente il bene dei gemelli viene prima di tutto. E il loro bene non consiste certo nell’essere trasferiti in una struttura socio-sanitaria”.

Sulla diritto della madre non vi sono mai stati dubbi: per effetto di una vecchia norma del 1939 la mamma è colei che partorisce. Il vuoto legislativo riguardava soltanto il padre, anche se i giuristi concordavano sulla sua legittimità nel caso in cui li avesse iscritti all’anagrafe “in qualità di marito della partoriente”.

“Meno male che siamo regolarmente sposati -racconta l’uomo – altrimenti sarebbe stato tutto ancora più complicato!.