Concerto Coldplay Milano, “biglietti in vendita online da restituire”. Siae vince in tribunale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 dicembre 2016 8:39 | Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2016 8:40
Concerto Coldplay Milano, "biglietti in vendita online da restituire". Siae vince in tribunale

Concerto Coldplay Milano, “biglietti in vendita online da restituire”. Siae vince in tribunale (foto Ansa)

MILANO – I biglietti per il concerto dei Coldplay a Milano vanno restituiti da chi fa “bagarinaggio online”: la Siae ha vinto il ricorso dopo lo scandalo del secondary ticketing. “Restituiscano i biglietti, in modo che possano tornare in vendita al prezzo normale”. Questo l’auspicio del presidente della Siae, Filippo Sugar, dopo la sentenza del Tribunale Civile di Roma contro quelle piattaforme web che si sono accaparrate i biglietti dei concerti dei Coldplay a Milano per rivenderli a prezzi maggiorati sul mercato secondario.

La stessa Siae, con il sostegno di Federconsumatori, lo scorso 13 ottobre aveva presentato il ricorso d’urgenza sul caso ‘Coldplay’, che ha portato alla luce il fenomeno del ‘secondary ticketing’. La sentenza del Tar inibisce a Live Nation 2, Seatwave, Ticketbis e Viagogo, l’ulteriore vendita diretta o indiretta sul mercato secondario dei biglietti dei concerti dei Coldplay a Milano, acquistati sul mercato primario offline direttamente da Live Nation 2 o tramite i suoi distributori ufficiali, TicketOne e Best Union, nonché quelli precedentemente acquistati sul mercato primario online da Seatwave, Ticketbis e Viagogo con programmi informatici in grado di aggirate il limite massimo di biglietti venduti a ciascun consumatore.

Inoltre fissa una penale di 2.000 euro per ogni ulteriore biglietto venduto in violazione dell’ordine di inibizione e condanna le parti a rifondere a Siae e Federconsumatori le spese processuali. Per quanto riguarda i live ‘incriminati’ dei Coldplay a Milano del 3 e 4 luglio, Siae rende noto che sono stati emessi 48.015 biglietti per la prima data di cui 43mila a Ticket One, 1029 alla Best Union e 3542 agli organizzatori (Live Nation). Per il 4 sono stati emessi 47.638 tagliandi complessivi, 42.102 a Ticket One, 1617 a Best Union e 3919 a Live Nation.

“A naso – ha ipotizzato Gaetano Blandini, direttore generale della Siae – ce ne sono in giro ancora tra i 7000 e i 10mila” che la Siae chiede di restituire. La sentenza di oggi, ha osservato Sugar nel corso di una conferenza stampa nella sede della Siae a Milano, riconosce che il ‘secondary ticketing’ “danneggia gli artisti, i consumatori e anche l’erario”. E si tratta di una pronuncia chiave: “Non mi risulta – ha detto – che altri Paesi abbiano finora conquistato un punto così fermo”. “Il giudice ha detto che a legislazione vigente non si possono oscurare gli hosting provider ma – ha sottolineato – in un altro passaggio importante riconosce che c’è stata un’attività illecita grave e la definisce espressamente ‘bagarinaggio online'”. Blandini ha detto di attendere anche l’esito di un’indagine della Procura di Milano che “sta procedendo su uno spettro più ampio e ipotesi di reato gravi”. Da parte sua, Live Nation in una nota ha precisato che “il Tribunale di Roma, con il provvedimento depositato questa mattina, ha accolto solo parzialmente il ricorso promosso da Siae”.

“La parziale inibitoria disposta dal giudice – si legge in un comunicato – muove da una presunzione erronea in quanto Live Nation non ha mai venduto, né direttamente, né indirettamente, alcun biglietto relativo ai concerti dei Coldplay a siti di secondary ticketing e non ha comunque nessun riflesso concreto sull’operatività di Live Nation. Pur essendo solo un accoglimento parziale delle ragioni del ricorrente, Live Nation rimane convinta della correttezza del proprio operato e ritiene quindi ingiusta e giuridicamente errata l’ordinanza del Giudice, tanto da aver conferito mandato ai suoi legali di proporre reclamo nelle sedi competenti”. Guardando oltre il singolo caso, per Sugar “c’è bisogno di regole più chiare a tutela di tutto il settore, artisti ma anche consumatori”, per questo come Siae “siamo pronti a collaborare con il Governo per migliorare l’emendamento”. Intanto, “dal 23 novembre – ha aggiunto Blandini – qualunque organizzazione di concerto live deve firmare una dichiarazione con cui si impegna a non favorire consapevolmente questo fenomeno”. E in caso contrario “la Siae può intraprendere azioni di tutela”.