Concordia, il cap. De Falco lancia il: si torna a bordo, cazzo..!

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 settembre 2013 17:19 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2013 17:22
Concordia, il cap De Falco lancia il: si torna a bordo, cazzo..!

Il capitano Gregorio De Falco

LIVORNO – Concordia, il capitano Gregorio De Falco lancia il “Si torna a bordo, cazzo..!”. Non proprio in questi termini, l’ormai celebre battuta è parafrasata, ma è questo il senso delle parole di De Falco, ritornato ai comandi della sala operativa dalla quale, la tragica notte del 13 gennaio 2012, al telefono con Schettino, a naufragio ancora in atto, esplose urlando “Torni a bordo cazzo!”

Il capitano celebra orgoglioso e coordina i lavori per il raddrizzamento della nave che si “inchinò” quella domenica notte e mai più si rialzò. “Questa dimostrazione di capacità tecnica ed organizzativa che stiamo offrendo alla pubblica opinione mondiale riscatta l’immagine di un’Italia approssimativa e cialtrona e mi inorgoglisce profondamente”. “Anche oggi come 20 mesi fa sono qui , nella mia sala operativa, a Livorno, anche se per l’occasione, direttamente al Giglio, sono stati istituiti i Focal points e, come succede nelle grandi esercitazioni, è anche previsto che eventuali emergenze marittime che dovessero accadere durante ed a causa delle operazioni, siano affrontate direttamente da lì”, spiega dal suo posto di lavoro in capitaneria a Livorno.

Quella di oggi, prosegue l’ufficiale “è ancora una volta un’operazione titanica, così come immani erano stati il 13 gennaio 2012 il naufragio e le operazioni di soccorso che per tutta la notte avevo condotto dalla sala operativa di Livorno, impiegando navi, decine di motovedette ed otto elicotteri. In quella tragica circostanza, le strutture operative e decisionali dello Stato avevano dato buona prova di capacità ed efficienza, mentre purtroppo – aggiunge ricordando quella notte – non si ebbe una risposta adeguata da alcuni altri soggetti coinvolti”.

“I fatti della Concordia tornano a porre l’Italia di fronte all’opinione pubblica mondiale; questa volta però gli attori pubblici e privati interagiscono tra loro tendendo alla medesima finalità, con l’effetto di moltiplicare l’apporto dei singoli sforzi. Oggi al Giglio le operazioni si svolgono secondo piani e procedure comuni e prestabilite. Le risorse, pubbliche e private, si integrano perfettamente e sono pronte ed opportunamente dispiegate nello scenario operativo nel quale rispondono ad una appropriata catena di comando e controllo”.

Quanto alle operazioni “non mi sembra di intravedere nelle operazioni di rotazione del relitto particolari motivi di preoccupazione, al di là di eventuali elementi di valutazione non conosciuti o non controllabili, quali potrebbero essere le condizioni della murata sommersa della nave e l’evoluzione della situazione meteorologica. Se anche quella sera vi fosse stata consapevolezza delle priorità ed una vera unità di intenti, sono certo – conclude De Falco – che non avremmo dovuto piangere alcuna vittima”.