Concordia. Costa cercava alberghi al Giglio già prima delle 23

Pubblicato il 3 Marzo 2012 12:53 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2012 13:28

GROSSETO – ”Ero appena tornato dalla pizzeria, prima delle 23 quando mio figlio Aroldo fu chiamato dalla Costa Crociere per sapere se i nostri hotel dell’Isola erano aperti”. Cosi’ Guglielmo Pellegrini, padre tra l’ altro anche di Mario Pellegrini, vicesindaco del Giglio, raccontando della sera del 13 gennaio. ”Mio figlio Aroldo, che era con me a Grosseto – spiega Pellegrini – fu accompagnato al Giglio, verso l’una, da una motovedetta della Finanza ma gia’ mio nipote aveva aperto gli hotel e iniziato a distribuire coperte”.

Guglielmo Pellegrini ricorda quella notte come ”un incubo”, anche perche’ ”avevo saputo che mio figlio Mario era salito sulla nave e da li’ aiutava i naufraghi. Ero in pensiero per lui”, aggiunge ricordando che il vicesindaco del Giglio intorno a mezzanotte sali’ sulla Concordia per coordinare l’evacuazione dei superstiti insieme ad un ufficiale che era rimasto sulla nave.

”Sicuramente mio figlio Mario – conclude Guglielmo Pellegrini – fu spinto a farlo anche perche’ in quel momento ricordo’ la morte della madre, deceduta mentre era a bordo di un aliscafo che ebbe un incidente davanti a Porto Santo Stefano”. Gli orari vengono confermati anche da Aroldo Pellegrini che, raggiunto telefonicamente dall’Ansa, ricorda che ”quella sera eravamo a mangiare fuori Grosseto, in un posto dove non prendeva il cellulare. La Costa quando fui nuovamente raggiungibile mi chiamo’ la Costa, che gia’ aveva parlato con mio figlio. Saranno state circe le 23”, conclude Aroldo Pellegrini.   Oggi Guglielmo Pellegrini era passato, come tanti cittadini di Grosseto, davanti al Teatro Moderno dove si tiene l’incidente probatorio sul naufragio, e non nega di averlo fatto ”anche per curiosita”’.