Concordia, Costa chiama esperti per il recupero: 300mln €, rimozione maggio 2013

Pubblicato il 27 settembre 2012 10:23 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2012 10:23
Concordia

(LaPresse)

ROMA – La Costa Concordia è ormai diventata parte del “panorama” dell’Isola del Giglio e mette a rischio l’ecosistema del luogo. Dopo il naufragio del 13 gennaio scorso l’obiettivo è rimuovere la Concordia per evitare che inabissandosi crei danni ancor più gravi alla natura. La rimozione del relitto sarà l’operazione di salvataggio più spettacolare nella storia della marina ed è stato affidata a Nicholas Sloane, 51 anni, esperto di scienze nautiche della Titan Salvage, scrive il Der Spiegel. La sua missione non sarà facile e non prevede piano B. Se il recupero della Concordia, previsto per maggio 2013, andrà male, la nave si inabisserà ed i 300 milioni di euro previsti per l’operazione saranno perduti.

IL RECUPERO – L’idea potrebbe apparire semplice, scrive il settimanale tedesco. Con un sistema di ancoraggi ed una base in cemento, per evitare che la nave si sposti ulteriormente, si vuole riportare la nave nella posizione per la navigazione e munendola di un sistema di galleggianti spera di poterla trainare o far navigare per il suo ultimo viaggio, ben lontano dal punto del disastro.

L’operazione di recuperò dovrebbe essere ultimata nella primavera 2013 e la data scritta sul voglio di lavoro è il 28 maggio, Il costo dell’operazione sarà di minimo 300 milioni di euro. Questo se tutto filerà come previsto dal progetto. Sul recupero d’altronde incombe la vicinanza a quell’abisso, ad appena un passo dallo scoglio su cui la Concordia poggia.

NESSUN PIANO  B – Cosa accadrebbe se non andasse bene l’operazione per rimettere “in piedi”la Concordia? A questa domanda tentano di rispondere i matematici della società di ingegneria della Overdick e la risposta non sembra confortante. Non esiste nemmeno un piano B.

Gli esperti della Titan Salvage, della Micoperi, ditta di Ravenna e di tutte le altre società convocate da Costa per il recupero dovranno interagire per non lasciarsi sfuggire la rimozione del relitto senza provocare ulteriori danni alle coste dell’Isola del Giglio.

ESISTONO ALTRI MODI? – Il punto fondamentale dell’operazione è la spettacolarità e l’obbligo, da parte del ministero dell’Ambiente e della burocrazia italiana, del rispetto degli ecosistemi e dei patrimoni naturali dell’isola anche durante la rimozione della Concordia. Altri modi più facili e veloci, spiega Sloane, sarebbero stati quello di lasciare il relitto al suo destino oppure di farlo esplodere. Modi decisamente meno costosi e spettacolari, ma con gravi ripercussioni sull’ambiente.

Il Der Spiegel insinua così che la Costa Crociere abbia scelto questa operazione di recupero ed i migliori esperti di salvataggi sul mercato anche per ripulire la sua immagine. Il recupero della Concordia sarà filmato, per cercare, scrive lo Spiegel, di eliminare dalla mente le immagini dell’orrore del naufragio in cui morirono 32 persone.

 

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