Concordia, il procuratore contro Costa: "Incredibili leggerezze nella sicurezza"

Pubblicato il 24 Gennaio 2012 0:10 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2012 22:19

FIRENZE, 23 GEN – ''Il datore di lavoro e' garante delle norme di sicurezza e ne e' responsabile. In questo caso, ci sono stati problemi e incredibili leggerezze''. Il procuratore generale della Toscana, Beniamino Deidda, e' considerato uno dei maggiori esperti italiani di malattie professionali, infortuni sul lavoro e reati ambientali. Un bagaglio di conoscenze che in questi giorni sta investendo nel suo ruolo di 'consigliere-supervisore' della procura di Grosseto, che indaga sul naufragio della Costa Concordia.

Fra le ultime vicende seguite da Deidda in qualita' di procuratore generale ci sono quella di Eluana Englaro, quando era a Trieste, e la strage di Viareggio, dopo il suo arrivo in Toscana. Quando parla dell'inchiesta sulla nave Costa, Deidda pesa ogni singola parola. Si limita a enunciazioni di principio che pero', lette nell'ottica di quel che sta emergendo dalle carte dell'indagine, sembrano suggerire una via.

''Occorre spingere lo sguardo sulle scelte fatte a monte dal datore di lavoro e cioe' dall'armatore'', spiega dopo aver posto una domanda dalla risposta scontata: ''La magistratura cerca i nessi causali degli eventi. Per ora l'attenzione generale si e' concentrata sulle colpe del comandante, che si e' rivelato tragicamente inadeguato. Ma chi lo sceglie il comandante?''. I magistrati di Grosseto procedono per reati come omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave. Ufficialmente, gli indagati sono due: il comandante Francesco Schettino e il primo ufficiale di plancia, Ciro Ambrosio. Erano entrambi in plancia, ai posti di 'guida'. Gli accertamenti sulle responsabilita' riguardano cio' che e' avvenuto sulla nave. ''C'e' il tema fondamentale della organizzazione della sicurezza – ha spiegato Deidda -: scialuppe che non scendono, personale che non sa cosa fare, scarsa preparazione a gestire l'emergenza, ordini maldestri come quello assurdo di tornare nelle cabine. La confusione che c'e' stata rivela un'incredibile trascuratezza nell'applicazione delle norme di sicurezza''.

E gli accertamenti potrebbero non limitarsi a cio' che e' avvenuto sulla nave: ''La sicurezza va organizzata prima – ha concluso Deidda – con esercitazioni e simulazioni. E gestita dopo. E le indagini non possono trascurare alcun fronte''.