Cronaca Italia

Concorsi truccati, ministero valuta di costituirsi parte civile al processo

Concorsi truccati, ministero valuta di costituirsi parte civile al processo

Concorsi truccati, ministero valuta di costituirsi parte civile al processo

FIRENZE – Il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha invitato i rettori degli atenei chiamati in causa al processo sui concorsi truccati in università a costituirsi parte civile. Quello di Firenze lo ha già fatto, ma altri potrebbero seguirlo. E lo stesso Miur potrebbe costituirsi parte civile.

Il clamore e le reazioni che l’inchiesta sta suscitando spingono lo stesso ministro a individuare soluzioni perché dal mondo universitario arrivi un segnale forte contro un malcostume che, probabilmente, non riguarda solo il mondo dei docenti di diritto tributario.

A rassicurare che tutta l’università non è così come viene rappresentata in questi giorni è proprio Philip Laroma Jezzi, il tributarista e ricercatore fiorentino grazie al quale tutta l’inchiesta è partita e che ora rifiuta l’appellativo di ‘eroe’, ma che il ministro Fedeli vuole “premiare”.

Un’inchiesta che ha portato a sette arresti, 22 interdizioni dall’insegnamento e 59 indagati, e che non si ferma: gli uomini della Finanza hanno iniziato a lavorare sul tantissimo materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni, mentre davanti al gip Angelo Antonio Pezzuti continuano a sfilare i professori arrestati.

Dopo Adriano Di Pietro, docente a Bologna, per l’interrogatorio di garanzia sono comparsi Giuseppe Zizzo, tributarista milanese e professore ordinario di diritto tributario all’Università Liuc di Castellanza (Varese), e Guglielmo Fransoni, professore ordinario all’università di Foggia. Entrambi i docenti hanno risposto alle domande del giudice, negando di aver fatto scambi e di aver sempre cercato di tenere “alta l’asticella” dei futuri professori.

Il caso è approdato anche alla Camera dove il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, rispondendo ad un’interrogazione rivolta nel corso del question time, ha definito la vicenda “scandalosa e inaccettabile”, e ha precisato che rispetto ai docenti indagati, “16 hanno fatto parte delle Commissioni nominate per l’Abilitazione scientifica nazionale 2012 e 2013” e uno “ha fatto parte anche della Commissione Asn 2016-2018, dalla quale ha rassegnato le dimissioni lo scorso giugno”.

Sul futuro dell’università Fedeli, confermando che da tempo lavora con l’Anac per un controllo sui concorsi, ha annunciato che ci sarà un “garante della legalità” in ogni università e che il 3 e 4 novembre si terrà la conferenza degli atenei. “Credo che quello sia il luogo non solo per rilanciare innovazione e qualità anche della didattica e del futuro delle università italiane dal punto di vista della qualità formativa, ma sarà il luogo dove dovremo, e credo che ci riusciremo – ha assicurato il ministro -, ad implementare ulteriormente proposte per contrastare davvero e fino in fondo corruzione ed assenza di trasparenza e togliere tutte le aree grigie”.

 

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