Esclusa dal concorso dell’Esercito perché incinta: il Tar riammette la soldatessa Valentina Fabri

Pubblicato il 20 Gennaio 2011 19:02 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2011 19:13

Ammissione con riserva alle successive prove concorsuali per la ragazza esclusa dall’esame di ammissione per l’assunzione a tempo indeterminato nell’Esercito perché incinta. Lo ha deciso la I sezione bis del Tar del Lazio, presieduta da Silvio Ignazio Silvestri. Salvo, al momento, il concorso per il giovane caporalmaggiore Valentina Fabri, che con gli avvocati Giorgio e Giovanni Carta ha impugnato il provvedimento di esclusione.

I giudici hanno posto a carico del ministero della Difesa le spese della fase di giudizio liquidate in mille euro a favore della ricorrente. Già fissata al 28 giugno l’udienza di merito. A segnalare l’esclusione della giovane era stato il sito del comparto Sicurezza e Difesa Grnet.it. Valentina Fabri si è rivolta al Tar per contestare il verbale degli accertamenti psico-fisici con il quale il 9 novembre scorso la Direzione generale per il personale militare l’ha dichiarata non idonea e l’ha esclusa dal concorso per l’immissione di 3392 unità nel ruolo dei volontari in servizio permanente dell’Esercito.

Il Tar ne ha disposto l’ammissione con riserva al concorso considerando che ”il ricorso – si legge nell’ordinanza – ad una prima sommaria delibazione propria della fase cautelare, presenta sufficienti elementi di fondatezza, tenuto conto della vigente normativa in materia di tutela della maternità, ispirata ai valori, costituzionalmente garantiti, del rispetto della vita umana”.

Non solo; i giudici amministrativi con la loro decisione sono andati anche oltre, considerando che ”lo stato di gravidanza non costituisce una patologia e quindi non appare di per sé idoneo a supportare un provvedimento di esclusione dal concorso” e ritenendo dall’esecuzione del provvedimento di esclusione che è stato impugnato ”deriva un danno grave ed irreparabile per la ricorrente, consistente nella privazione di una possibilità lavorativa nell’ambito delle Forze Armate”.