Concorso infermiere a Parma: 7mila candidati per un solo posto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 luglio 2015 11:59 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2015 12:00
Concorso infermiere a Parma: 7mila candidati per un solo posto

Concorso infermiere a Parma: 7mila candidati per un solo posto

PARMA – Un posto da infermiere alla Asl di Parma, 7850 candidati pronti a partecipare al concorso pubblico. L’azienda assumerà subito una persona e poi attingerà dalla graduatoria nei prossimi 3 anni se avrà bisogno di altro personale. Il concorso sarà articolato in una prova scritta, poi sarà la volta della prova orale e di quella pratica.

Solo uno però su oltre 7mila potrà conquistare il posto e la situazione di Parma non è certo una novità, scrive Stefania Piras sul Messaggero:

“I candidati si sono divisi in due giorni e tre sessioni: alcuni hanno rinunciato, dei settemila iniziali, qualcuno ha deciso di restare a casa. Tre mesi fa all’ ospedale Niguarda di Milano avevano aperto la selezione per venticinque posti e sono arrivate tredici mila domande. Un’umanità varia ma pronta a tutto pur di lavorare: ieri c’erano tantissimi infermieri precari che lavorano già in cliniche private e sognano un posto al sole, nella sanità pubblica. C’erano anche quelli che hanno messo un piede negli ospedali con un avviso pubblico, e ora sperano di rimanerci con il concorso.

Ma c’erano anche giovani neolaureati appena usciti dalla facoltà che non trovano occupazione «a dispetto di quanto mi dicevano quando mi sono immatricolata, che questa è la professione sempreverde per eccellenza, e invece… – sospira una venticinquenne di Taranto ancora vigile all’uscita del test nonostante le poche ore di sonno – Sono arrivata stamattina alle cinque e mezza con l’autobus».

La situazione all’estero, scrive la Piras, è ben diversa:

“Oltremanica questo problema non esiste. Giulia è una trentenne parmense: due lauree italiane, una in conservazione dei beni culturali e un’altra in professioni sanitarie. Lei il concorso l’ha guardato da lontano, dall’ ospedale ortopedico Nuffield di Oxford dove è stata assunta con un contratto che prevede uno stipendio base di 1400 sterline, esclusi notti e fine settimana.

«Qui gli infermieri inglesi sono in minoranza. Siamo soprattutto italiani, portoghesi, spagnoli e polacchi. Io ho trovato l’annuncio su internet due mesi fa ma già all’università sapevo della possibilità di fare colloqui con agenzie di reclutamento per infermieri nel Regno Unito. Qui si lavora in turni lunghi “long day” di 14 ore, sono sei mesi di prova poi scatta il contratto a tempo indeterminato. Ma l’ospedale ti dà 1000 sterline extra già il primo mese a patto che tu stia per un anno». Insomma, stand by me. Proprio l’altro giorno, un articolo della britannica Bbc ha raccontato il problema della carenza di infermieri. Nel corso del 2014 il Regno Unito ha reclutato 7500 professionisti dall’estero: è come se avesse importato tutto il Palacassa di Parma in una volta sola”.