Sospeso il concorso nazionale per notai a Roma: disordini e irregolarità al vaglio della procura

Pubblicato il 3 Novembre 2010 14:32 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2010 15:03

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano

Il concorso nazionale per notai a Roma è stato sospeso dopo i disordini dello scorso 29 ottobre, quando durante la terza prova, che si svolgeva alla Fiera di Roma, i candidati sono insorti ed  hanno occupato l’aula denunciando delle irregolarità. La procura di Roma ha così aperto un’inchiesta ed il procuratore capo Giovanni Ferrara, che ha ricevuto ieri l’informativa dalla polizia penitenziaria, ha contestato per ora i reati di interruzione di pubblico servizio e lesioni a pubblico ufficiale.

Il motivo che ha portato gli aspiranti notai ad insorgere riguarda la traccia della prova interrotta, una traccia troppo simile a quella presentata come esercitazione alla scuola del Consiglio Notarile di Roma “Anselmo Anselmi”, che richiedeva la redazione di un testamento. Davanti a eccezionali somiglianze, che di sicuro avrebbero favorito quanti già si fossero cimentati nell’esercitazione, i furiosi partecipanti hanno generato disordini con la polizia, che vigilava sulla regolarità del concorso, per poi esplodere in fischi di disapprovazione verso la Commissione esaminatrice.

La frustrazione dei candidati è comprensibile: il concorso nazionale permetterà solo a 200 tra gli oltre 3 mila partecipanti di avviare la professione per cui si è tanto studiato, e alla luce dell’importanza che il concorso riveste la Commissione esaminatrice, supponendo che non abbia volontariamente favorito i praticanti romani, è rea di una scelta poco attenta delle tracce.

La polemica politica non si è fatta attendere e così l’opposizione ha chiamato il ministro Angelino Alfano affinché sia fatta chiarezza sull’accaduto, mentre la Lega parla di “monopolio romano” dei concorsi. Intanto la Commissione ha stilato un verbale che è stato consegnato al Guardasigilli, a cui spetta il compito di decidere sul futuro del concorso, cioè se annullare solo la terza prova o l’intero concorso. Per valutare se procedere per le presunte irregolarità, la procura non può far altro che attendere le dichiarazioni del ministro Alfano.

Quanto accaduto a Roma è il triste ritratto di una realtà “made in Italy”, dove troppo spesso nei concorsi pubblici si sente parlare di irregolarità e favoreggiamenti, dove la parola meritocrazia altro non è che una parola dal sapore utopico, e non stupisce il commento di una lettrice, Francesca, quando afferma: “a Roma il solito gioco, perché nessuno dice che al concorso di notai stava il figlio di La Russa e il figlio di Vespa, dai ma chi è che fa propaganda?”.

I figli degli illustri personaggi, televisivo uno e politico l’altro, c’erano al concorso, come ha spiegato il Fatto Quotidiano in un articolo dello scorso 31 ottobre, articolo in cui La Russa ha dichiarato: “Credo che lui abbia fatto l’esame, ma di certo non ha frequentato nessuna scuola di preparazione e in questa vicenda si sente parte lesa come tanti altri”. Diversa la reazione dei Vespa, che non hanno rilasciato dichiarazioni o commenti sulla vicenda.