Concorso per notai annullato: pronto il ricorso contro il ministero della Giustizia

Pubblicato il 7 Novembre 2010 18:41 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2010 18:41

Una “class action” contro il ministero della Giustizia: è quella che, secondo quanto scrive il Corriere della Sera, sembre profilarsi dopo i disordini e il conseguente annullamento del concorso per notai a Roma lo scorso 29 ottobre.

Il concorso era stato annullato perché una delle tracce era già nota ai concorrenti che avevano frequentato la scuola di formazione per il notariato di Roma. Sul fatto la procura della capitale ha aperto un’inchiesta.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ha annullato la prova, ha però salvato il bando “per evitare che tanti laureati siano penalizzati da ulteriori ritardi derivanti dalla pubblicazione di un nuovo bando”.

Alfano dovrà anche rispondere alle numerose interrogazioni parlamentari provenienti soprattutto dall’area leghista, che giudica la commissione “troppo sudista e poco trasparente”.

Ma per il Codacons tutto ciò non basta a risarcire i danni morali e materiali dei partecipanti. Per questo l’associazione dei consumatori ha deciso di fare riscorso contro il dicastero della Giustizia.

“Lo scopo del ricorso – spiega il presidente Carlo Rienzi – è quello di ottenere il riconoscimento dei diritti dei candidati che hanno sostenuto l’esame. Vogliamo far ottenere loro il risarcimento di tutti i danni materiali e morali subiti. Sono tante infatti le spese sostenute da chi ha partecipato all’esame: biglietti del treno, pernottamento in albergo, corsi di preparazione, libri, ecc. Per non parlare di chi, per prepararsi alla prova, ha rinunciato a lavori e ha investito il proprio tempo libero nello studio, rinunciando a svaghi e divertimenti. Abbiamo casi di ragazzi che si sono licenziati o hanno chiesto l’aspettativa per poter studiare in vista del concorso, e che quindi hanno subito danni enormi”.

Tra i “testimoni eccellenti” presenti al concorso, anche Geronimo La Russa, figlio del ministro della difesa, che ha già annunciato di volersi costituire parte civile nel processo penale.