Concorso Rai, Ordine Giornalisti: “Pronta una class action”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 agosto 2015 15:13 | Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2015 15:14
Concorso Rai, Ordine Giornalisti: "Pronta una class action"

Concorso Rai, Ordine Giornalisti: “Pronta una class action”

ROMA – Concorso Rai per 100 giornalisti, qualcuno sta preparando una class action. Il sito dell’Ordine dei giornalisti parla di un ricorso che qualcuno sta presentando per fermare il concorso pubblico che la Rai ha indetto per trovare 100 giornalisti che lavoreranno in azienda per 3 anni:

Il concorso Rai continua a far parlare di sé. Secondo Affaritaliani.it un avvocato civilista e un penalista cassazionista sono da giorni al lavoro per preparare una class action per invalidare la selezione. Per il giornale online i giornalisti sono stati “umiliati dalle date, costretti a viaggiare per raggiungere la centralità di Bastia Umbra”. L’obiettivo dell’esposto che nei prossimi giorni verrà recapitato al Procuratore Capo di Perugia è di far saltare una selezione che ha generato più di qualche problema. A partire dalla data, per finire con la scelta dell’Umbria, in aggiunta a quiz giudicati “inadeguati” alle conoscenze che dovrebbe avere un giornalista. Non è piaciuto il test incentrato su domande su chi fosse il vincitore delle politiche in India e Turchia con l’aggiunta dei partiti turchi. Per non parlare di Quintino Sella e del suo pareggio di bilancio. “Come è possibile – scrivono i ricorrenti capitanati da Massimiliano Cannalire, di Radio Cusano Campus – in un concorso Rai non porre una domanda sulla storia delle televisione e radio di Stato? E Come è possibile inserire la domanda su un unico cantautore, Guccini, che di certo non è il più popolare?”.

I giornalisti, una trentina in tutto per il momento, attaccano la Rai per aver taciuto per “13 mesi” e sostengono che dalle procedure di selezione “è emerso chiaro l’intento di creare una fraudolenta, odiosa selezione, che automaticamente scalasse gli iniziali 4982 a un numero assai ridotto”. Così la scelta dell’1 luglio, “quando tanti colleghi professionisti avevano già preso accordi per le sostituzioni di quelli andati in ferie e non sarebbero mai stati in grado di farsi, a loro volta, sostituire… per la trasferta”. E a riprova dell’accusa, gli avvocati Luca Ciai e Marco Cinquegrane, sostengono che alla prova abbia partecipato solo il 44% degli iscritti, “ricusando un comportamento di rara arroganza degli organizzatori e una maniera indecente di gestire una situazione professionale così delicata”. E poi il giallo degli hotel di Bastia, dove i ricorrenti sostengono che alcune prenotazioni siano arrivate “prima del 9 giugno”, quasi a paventare una fuga di notizie. L’ultima “osservazione” è dedicata al rispetto della privacy. I ricorrenti scrivono alla Procura: “Non è mai stata resa pubblica una graduatoria con i relativi punteggi di fianco a nomi e cognomi, ma una lista totale con il dato sensibile della data di nascita” mentre la lista degli ammessi è stata prima resa pubblica on line e poi accessibile agli interessati tramite le credenziali fornite in precedenza. Insomma c’è n’è abbastanza perché la Procura di Perugia si metta al lavoro.