Concorso scuola docenti precari “incostituzionale”: ripescati, con riserva, i non abilitati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2018 11:00 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2018 11:01
Concorso Scuola docenti precari incostituzionale

Concorso Scuola docenti precari incostituzionale

ROMA – Del concorso straordinario per i docenti precari delle scuole medie e superiori, riservato ai soli “abilitati” si occuperà la Corte Costituzionale. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il Consiglio di Stato ha infatti rinviato agli magistrati del palazzo della Consulta la norma attuativa in materia della cosiddetta legge sulla Buona Scuola. In attesa della decisione, il Consiglio di Stato non ha sospeso il concorso, che interessa migliaia di candidati, ma ha ammesso con riserva i candidati appartenenti alle categorie escluse.

L’ordinanza della magistratura amministrativa ammette all’orale migliaia di esclusi (dottorati, Isef, Afam) e mette in forte pregiudizio altri due concorsi: a rischio anche il bando per non abilitati e quello per i diplomati magistrali.

La decisione con cui la sesta sezione del Consiglio di Stato ha rimesso alla Consulta la questione di legittimità costituzionale riguarda nello specifico l’art. 17 comma 2 lett. b) e comma 3 del decreto legislativo 59/2017, attuativo della legge sulla “Buona Scuola”, norma volta al riordino del sistema di reclutamento degli insegnanti delle scuole secondarie (medie e superiori).

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Questi commi dispongono – in via transitoria e in deroga al principio per il quale al concorso per l’insegnamento possono accedere tutti i laureati che hanno conseguito un certo numero di crediti qualificanti – un concorso straordinario riservato ai soli “abilitati” (cioè a chi è in possesso, oltre che della laurea, anche del titolo necessario nel sistema previgente).

Il Consiglio di Stato nell’ordinanza depositata oggi osserva che nel periodo dal ’90 al 2017, ovvero quando l’abilitazione era requisito per partecipare ai concorsi, averla conseguita o meno è dipeso da un complesso di circostanze casuali, non dipendenti dalla diligenza o dal merito dell’interessato, cosicché, il mantenere la riserva agli abilitati costituirebbe un’irragionevole disparità di trattamento rispetto ai laureati.

Il Consiglio di Stato ha sollevato un’ulteriore questione di legittimità costituzionale delle stesse norme, nella parte in cui, anche ammessa la validità della riserva, non ricomprendono tra i titoli abilitativi anche i dottorati di ricerca. In una nota il Consiglio di Stato precisa, infine, che l’ordinanza riguarda il solo insegnamento nella scuola secondaria ed è del tutto estranea alla problematica dei “diplomati magistrali”, che riguarda, invece, la sola scuola primaria.