Concorsone Scuola 2016: solo abilitati e non più quiz nozionistici

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2015 19:59 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 19:59
Concorsone Scuola 2016: solo abilitati e non più quiz nozionistici

Concorsone Scuola 2016: solo abilitati e non più quiz nozionistici

ROMA – Prove pratiche e non quiz nozionistici per gli aspiranti prof. E’ quanto prevede un ordine del giorno, firmato Simona Malpezzi e approvato dal Parlamento in merito al Concorsone Scuola 2016. Alla selezione potranno partecipare solo coloro i quali hanno già acquisito l’abilitazione all’insegnamento, tramite le cosiddette Ssis, poi trasformate in Tfa, ma anche a seguito dei Percorsi abilitanti speciali, le scuole di Scienze delle formazione primaria, quelle specifiche all’estero e i diplomi magistrali conseguiti fino all’anno scolastico 2001-02. Le prove saranno volte a valutare la capacità del candidato di trasmettere i contenuti, dei quali si presuppone sia già in possesso.

L’idea è di superare “l’impostazione del concorso Profumo” e dunque di “escludere la valutazione delle conoscenze nozionistiche e disciplinari già valutate in seguito al conseguimento della laurea e del titolo abilitante”. Argomenti di valutazione saranno perciò contenuti didattici, metodologici e pedagogici.

In totale dovrebbero essere più di 150mila i candidati, per un totale di circa 60mila posti da coprire nell’arco di un triennio. Il concorso verrà bandito entro il 1 dicembre 2015 e fino ad allora non se ne conosceranno i dettagli. Ma è comunque possibile cominciare a farsi un’idea. Per la prova orale non ci dovrebbero essere grossi cambiamenti dal momento che già consisteva nella simulazione di una lezione. Le sorprese dovrebbero riguardare invece le prove scritte: in particolare il test preselettivo, che si componeva di domande di logica, comprensione del testo, competenze digitali e di lingua potrebbe addirittura sparire. E anche la seconda prova, che prevedeva proprio quattro domande a risposta aperta di carattere disciplinare, andrà completamente ripensata.

Simona Malpezzi, firmataria della proposta, spiega al Fatto Quotidiano:

“Nel 2012 (anno del concorso Profumo, ndr) c’era una platea sconfinata. Quell’impostazione, con tante domande nozionistiche e una prova preselettiva dalla forte scrematura, era l’unico tipo di concorso possibile. Ora le cose sono cambiate. In Italia abbiamo corsi di abilitazione di valore. Possiamo dare per scontato che gli abilitati siano in possesso delle necessarie competenze, non chiederemo ai nostri docenti di rimettersi sui libri a studiare. Studieremo delle prove per valutare la capacità d’insegnamento degli insegnanti. L’assunzione non dipenderà più da dei quiz dove conta soprattutto saper rispondere velocemente”.tranno così avere l’ultima parola pure su vincitori e idonei ai concorsi a cattedra”.