Condomini: 3 anni di carcere per stalking ai vicini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 marzo 2018 10:43 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2018 11:14
Stalking, tre anni di carcere per la coppia che vessava i condomini vicini

Condomini: 3 anni di carcere per stalking ai vicini

ROMA – Nel brutto romanzo delle liti condominiali si aggiunge un nuovo capitolo, scritto direttamente dal tribunale di Monza con una sentenza che introduce un significativo precedente: una coppia di condòmini (49 e 45 anni) è stata condannata a tre anni di carcere per le reiterate vessazioni ai danni dei loro vicini di casa.

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“Atti persecutori” è la corretta definizione del reato per cui la coppia è stata condannata, in pratica “stalking” (da 6 mesi a 5 anni). E se la condanna sarà confermata all’ultimo grado di giudizio i due dovranno scontarla in carcere perché il giudice non ha riconosciuto attenuanti e ha comminato una pena superiore a quei due anni che avrebbero potuto consentire le misure alternative al carcere previste. Intanto dovranno pagare un anticipo di 15mila euro del futuro “integrale risarcimento dei danni morali da stabilire in sede civile”.

Da un punto di vista processuale le vessazioni della coppia sono state ampiamente dimostrate: le vittime, che mai hanno opposto violenza a violenza subita e che alla fine sono stati costretti a cambiare indirizzo, avevano fatto istallare anche una telecamera puntata sul proprio ingresso, circostanza contestata dalla coppia “terribile” che rivendicava il diritto a passeggiare, fumarsi una sigaretta, fare quello che gli pareva sul pianerottolo del vicino. Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera ci spiega come si è giunti a una pena così alta: il repertorio di “atti persecutori” è vario e impressionante.

Si comincia con le parolacce sulle scale, si prosegue con il chiamare insistentemente l’ascensore per impedire agli odiati vicini di usarlo, si continua con l’offendere i bambini figli dei vicini appellandoli «puttanella» e «indemoniata da buttar giù dalle scale», non si tralascia di parlarne male alle spalle con altri condomini; si passa a vandalizzare la porta d’ingresso vergandovi disegni osceni, si arriva a mettere la colla nella serratura, ci si lancia ad accelerare per poi frenare di colpo davanti al box, e addirittura ci si avventura a tranciare il filo del loro contatore elettrico per far mancare la luce in casa dei vicini. (Luigi Ferrarella, Corriere della Sera)

 

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