Grasso: “Tempi nuovo codice antimafia troppo brevi per la confisca”

Pubblicato il 20 ottobre 2011 18:39 | Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2011 13:56
Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso

Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso (Foto LaPresse)

ROMA, 20 OTT – ”È vero che il nuovo codice antimafia ha introdotto molte novità, ma non tutte sono positive”, come nel caso dei termini troppo stringenti per il decreto di confisca dei beni in mano alla criminalità organizzata.

Ad affermarlo è il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, nel corso del primo congresso nazionale degli Amministratori giudiziari dei beni sequestrati e confiscati alle mafie.

I due anni e sei mesi previsti per giungere, anche in appello, alla confisca di beni e aziende nelle mani della criminalità organizzata sono troppo brevi, soprattutto se si considera – ha sottolineato Grasso – “che in Corte di appello sono necessari anni e anni per compiere accertamenti. Per questo avevamo proposto, ma il suggerimento non è stato accolto, la sospensione del termine durante la perizia”. Il rischio è che i beni sequestrati alle mafie tornino nelle mani dei boss prima della definitiva confisca.

”In una logica di processo breve non si risolve così il problema della celerità del processo – ha commentato il procuratore antimafia, augurandosi che – ciò non si traduca in una diminuzione delle garanzie” vale a dire in una tendenza a chiedere ”meno perizie per fare presto”.

Tenuto conto poi che in media ammonta a circa 20 miliardi di euro il valore dei beni sequestrati ogni anno e a 3 miliardi quello dei beni confiscati, Grasso suggerisce piu’ risorse agli uffici giudiziari che in questo settore compiono il maggior numero di recuperi: ”Dare un premio, vale a dire piu’ mezzi, alle procure che piu’ producono forse non sarebbe sbagliato”.