Confiscati beni per 20 milioni ai Cavallotti

Pubblicato il 19 ottobre 2011 18:27 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2011 19:18

PALERMO – La sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo ha confiscato il patrimonio dei fratelli Salvatore Vito, Gaetano e Vincenzo Cavallotti, imprenditori di Belmonte Mezzagno, processati e assolti, dopo alterne vicende giudiziarie, perche' ritenuti vicini al boss Bernardo Provenzano. I beni – le aziende Comest e Imet, diversi immobili aziendali e personali e autoveicoli -, passati ora al patrimonio dello Stato, ammontano a oltre 20 milioni di euro.

I giudici hanno ritenuto i Cavallotti ''socialmente pericolosi'' e hanno applicato loro anche la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per due anni. La legge distingue il procedimento di prevenzione dall'esito del processo penale, quindi la misura personale e patrimoniale puo' essere applicata in presenza di indizi di pericolosita' sociale anche se il soggetto e' stato assolto.

Arrestati nel 1998, nell'ambito dell'operazione Grande oriente, con l'accusa di concorso in associazione mafiosa, in primo grado sono stati assolti. In appello la sentenza fu ribaltata e i tre imprenditori vennero condannati. Successivamente la Cassazione ha annullato il verdetto con rinvio, ordinando un nuovo processo finito con una seconda assoluzione.

I Cavallotti erano titolari, tra l'altro, della Comest, un'azienda che si e' occupata della metanizzazione in una serie di Comuni siciliani. L'accusa, basata anche sulla lettura dei 'pizzini' del boss Bernardo Provenzano, consegnati alla Procura dal confidente Luigi Ilardo, sosteneva che gli imprenditori fossero stati complici dei boss e che avessero ottenuto appalti e commesse grazie al loro essere titolari di un'impresa di mafia.

Il giudice che li scagiono' in primo grado invece accolse la tesi difensiva secondo la quale i tre fratelli sarebbero stati citati nei pizzini di Provenzano perche' vittime del racket. Mentre nella seconda assoluzione in appello si sostenne che nei biglietti di Provenzano si parlava genericamente dei Cavallotti e non era stato possibile accertare le responsabilita' individuali.