Congresso delle famiglie, gadget choc a Verona: feto di gomma anti-aborto

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 29 marzo 2019 16:02 | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2019 19:54
Famiglie, gadget a forma di feto al congresso contro l'aborto

Congresso delle famiglie, gadget choc a Verona: feto di gomma anti-aborto

VERONA – Un feto di gomma contro l’aborto. Questo il “gadget” inopportuno e provocatorio che i partecipanti al Congresso mondiale delle Famiglie in corso a Verona hanno deciso di donare ai manifestanti. Un feto di gomma che rappresenta un embrione alla decima settimana accompagnato dalla scritta “L’aborto ferma un cuore che batte” e donato da uno degli sponsor “Notizie pro vita”.

Il Congresso delle Famiglie di Verona vorrebbe farsi paladino di una famiglia, quella tradizionale, che da tempo non esiste più. La nostra società evolve e così il concetto di famiglia, anche per quei politici che di quella parola si fanno paladini, salvo poi predicare bene e razzolare male.

La famiglia è composta da uomo e donna, i figli solo agli sposati. Niente coppie gay o lesbiche. L’amore non è famiglia, solo il matrimonio tra gente dello stesso sesso. Queste le idee ormai antiche di chi manifesta contro tutti i diritti che faticosamente uomini e donne negli anni hanno conquistato. Diritti che dovrebbero essere inalienabili e che invece vengono rimessi in discussione.

E chi è che si fa paladino di questi diritti? Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, mamma di una bimba ma non sposata. Proprio lei che alle domande di Lilli Gruber a Otto e mezzo, quando provocata sulla sua di famiglia che non si può certo definire convenzionale, replica: “Si faccia gli affari suoi”. O Matteo Salvini, ministro dell’Interno, che ha figli da due donne diverse.

Nella famiglia del mulino bianco che a forza ci vorrebbero propinare, gli stessi che scendono in piazza a manifestare sono i primi a non poter vantare una famiglia tradizionale: divorzi, separazioni, convivenze e figli di diversi letti e partner. Eppure, proprio loro, scendono in piazza per negare a chi si ama di poter essere famiglia e di godere degli stessi diritti. Scendono in piazza da venerdì 29 marzo a domenica 31 marzo per protestare contro la legge 194, contro l’aborto e lo fanno nel modo più provocatorio e inopportuno che possono. 

Il congresso divide anche la politica, con chi vorrebbe revocare diritti duramente conquistati e chi invece continua a difenderli. E così il ministro Salvini fa un passo indietro, con Palazzo Chigi che ha toglie il patrocinio alla manifestazione, e smentisce che il governo toccherà i diritti conquistati: “Andrò a ribadire la libertà di scelta di tutti e per tutti: le conquiste sociali non si toccano, non si discute sulla revisione dell’ aborto del divorzio, della libertà di scelta per donne e uomini. Si ragiona su come aiutare le famiglie italiane: mamme e papà, coi bimbi e coi nonni e uscire da una situazione di povertà che a volte, dopo la nascita di un figlio, ti entra in casa”.

Parole, quelle di Salvini, che dovrebbero smorzare la polemica. Ma come si fa a credere alle sue parole, quando tra i gadget regalati ai partecipanti appare un feto di 10 settimane, quello dello sponsor Notizie ProVita, accompagnato dalla scritta: ” ‘L’aborto ferma un cuore che batte!”. (Ansa)