Consegna cataloghi a domicilio. “Metta la firma qui”, e sei obbligato a comprare (fino a 9mila euro)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Febbraio 2020 14:17 | Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2020 14:18
Consegna cataloghi a domicilio. "Metta la firma qui", e sei obbligato a comprare (fino a 9mila euro)

Fermo immagine tratto da un video della polizia per una campagna antitruffe (Ansa)

ROMA – Non è vero che con l’esplosione del digitale e delle tecniche di raggiro più sofisticate tramite l’online siano diventate un ferro vecchio le più classiche truffe porta a porta. Tutt’altro. La consegna a domicilio dei cataloghi ne è un esempio lampante. Tanto da spingere il Codacons a lanciare l’allarme. 

“La consegna a domicilio dei cataloghi è una delle fregature più costose e diffuse in questo periodo: basta una firma e la vittima si ritrova un conto da pagare anche di novemila euro”, spiega a Business Insider Italia Fabio Galli, avvocato per Codacons.

Vengono a casa tua e con una scusa o l’altra ti persuadono a fornire il tuo consenso a… farti spillare soldi. “Metta una firma qui”, e sei agganciato. Fregato. Il meccanismo è più che consolidato. Ti arriva a casa un tizio con la parlantina sciolta che ti consegna il catalogo di questo o quel gruppo commerciale, questa o quella azienda di servizi, pieno di offerte e sconti. Perché no, capita di rispondere, consultare un elenco di prodotti a prezzo scontato può essere utile e conveniente. Magari faccio un affare.

Poi però, il tizio affaccia un foglio e indica lo spazio per apporre la tua firma. E’ una formalità ti dice. “Sai, il mio capo vuole avere una prova che consegniamo effettivamente i cataloghi. Se non torniamo con la firma, potrebbe sospettare che li abbiamo gettati via per sbrigare prima il lavoro…”.

La batosta arriva dopo qualche settimana, sicuramente dopo 14 giorni, che guarda caso è il tempo massimo per esercitare il diritto di recesso. Quel foglio firmato, purtroppo, non si riferiva al catalogo. E’ un vero contratto “per acquistare prodotti a partire da un minimo di tremila euro fino a un massimo di novemila”. (fonte Business Insider, Codacons)