Contact tracing: ogni positivo ne fa scoprire altri sei. Le indagini al telefono dei detective delle Asl

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Agosto 2020 10:49 | Ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2020 10:49
Contact tracing nelle Asl

Contact tracing: i segugi delle Asl scoprono sei positivi per ogni infetto (Ansa)

Contact tracing, “tracciamento dei contatti”: si tratta di un vero e proprio lavoro d’indagine alla ricerca dei casi di positività al Covid.

Un lavoro da segugi, decisivo per capire il numero di contagiati in una determinata zona e circoscriverne l’isolamento: il contact tracing – a dispetto della App Immuni praticamente inutile – funziona. 

“Con il contact tracing troviamo 6 positivi per ogni infettato”

Ogni positivo contattato conduce alla scoperta di altri sei positivi. Una diagnosi con tampone su tre avviene grazie a questa investigazione.

Gli Sherlock Holmes a caccia del virus fanno base nei Dipartimenti di igiene prevenzione delle Asl. Gli investigatori delle squadre anti-focolai devono essere rapidi e intelligenti nel ricostruire movimenti e incontri delle persone contattate.

Non serve una lampada puntata sul viso, basta il telefono e le domande giuste. E il fiuto del detective per selezionare i potenziali sospetti. Chi hai incontrato, dove sedevi al ristorante, che autobus hai preso, con chi hai giocato a calcetto… 

Il 31,5% delle diagnosi con tampone grazie al tracciamento

Un interrogatorio gentile ma risoluto. E indispensabile. Il 31,5% delle diagnosi con tampone avvengono grazie a questa attività, un bilancio ragguardevole quello segnalato dall’Istituto Superiore di Sanità. 

La persona contattata deve essere sollecitata a ripercorrere, a ritroso, quello che ha fatto negli ultimi 14 giorni. Dai familiari il cerchio si allarga ad amici e colleghi di lavoro, fino a mettere un faro sull’intera vita sociale.

“In media troviamo 6 contatti positivi per ogni infettato, ma le persone testate sono molte di più specie se il caso di partenza è un giovane, dalla vita sociale intensa”.

Kyriakoula Petropulacos, direttore della sanità in Emilia Romagna e componente del comitato tecnico scientifico nazionale ne ha parlato con il Corriere della Sera.

Ovvio, tuttavia, che per contenere la diffusione del contagio bisogna innanzitutto rispettare regole e prescrizioni.

“I servizi territoriali sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus ” osservano gli esperti.

“Ma, qualora dovesse persistere l’attuale trend di incidenza in aumento, le capacità di risposta di questi servizi potrebbero essere messe a dura prova”. (fonte Corriere della Sera)