Polizia. Nuova graduatoria trasferimenti, Cancellieri esclude le coppie gay

Pubblicato il 25 Maggio 2012 18:59 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2012 18:59

ROMA – Le coppie di fatto salgono di punteggio nella graduatoria per decidere trasferimenti nella polizia. Le coppie omosessuali no. Un’esclusione nella circolare emanata dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e firmata dal Capo della Polizia Antonio Manganelli, che al Circolo Arcigay di Bologna non è andata giù. La circolare del 14 maggio regola le richieste di trasferimento di sede per sovrintendenti, assistenti e agenti.

La nota emanata dal ministero dell’Interno è chiara: “I punteggi previsti per le esigenze del nucleo familiare si intendono estesi alle analoghe esigenze per le eventuali famiglie di fatto intendendosi per tale quella costituita da due persone di sesso diverso che convivono, more uxorio, coabitando stabilmente. La coabitazione deve risultare da certificazione anagrafica”. Le coppie di fatto sono costituite da “due persone di sesso diverso”, un particolare che esclude dunque le coppie omosessuali dalla possibilità di godere dello stesso punteggio delle altre coppie in graduatoria.

Emiliano Zaino, del circolo Arcigay “Il Cassero” di Bologna, ha detto: “Quello che dice questa circolare è vergognoso e palesemente discriminatorio. La circolare del ministero dell’interno innova il concetto di “situazione familiare” all’interno delle forze di polizia italiane ma non tiene conto di tutte le realtà e le famiglie esistenti. Chiediamo al Ministro Cancellieri che intervenga prontamente, facendo estendere i diritti previsti per le coppie di fatto eterosessuali anche per le coppie omosessuali, tanto più che a queste ultime è negato l’accesso al matrimonio”.

Ma secondo l’avvocato Michele Giarratano, del settore Giuridico del Cassero, la circolare avrebbe violato anche  sarebbero state violate anche “diverse indicazioni che negli ultimi anni i massimi ordini giudiziali italiani hanno dato circa l’estensione del concetto di famiglia anche alle coppie omosessuali”.

Ad esempio, spiega Giarratano, le sentenze138 del 2010 della Corte Costituzionale e la 4184 del 2012 della Cassazione affermano come “le persone omosessuali conviventi in stabile relazione di fatto siano titolari del diritto alla vita familiare e possano così agire in giudizio in specifiche situazioni per reclamare un trattamento omogeneo”.

Giarratano parla anche di discriminazione sul posto di lavoro e di come le pubbliche amministrazioni siano tenute a garantire parità e pari opportunità tra uomini e donne, diritti che dovrebbero essere garantiti anche in funzione dell’orientamento sessuale e non solo del genere.