Corna: se tolleri 15 anni di scappatelle scordati l’assegno di divorzio. Cassazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Agosto 2020 14:05 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2020 14:05
Corna, se apetti 15 anni niente assegno di divorzio

“Non drammatizziamo… E’ solo questione di corna” (frame Youtube del film di Truffaut)

“Se qualcuno ti tradisce una volta, è un suo errore; se qualcuno ti tradisce due volte è un tuo errore”, spiegava Eleonor Roosevelt, moglie devota, a intermittenza, del presidente Usa.

Corna. La Corte di Cassazione non ha riconosciuto le ragioni e rigettato le richieste di una signora di 71 di Pesaro che esigeva il mantenimento perché le scappatelle del marito avevano condotto all’inevitabile divorzio.

15 anni di scappatelle

Trent’anni di matrimonio di cui 15 di “corna”. E una decina di guerra dei Roses in tribunale.

I giudici, tuttavia, in tutti i gradi di giudizio, quei 15 anni li hanno visti in tutt’altro modo: cosa aspettava a farla finita? 

Da dove nasce tanta tolleranza? Fatto sta che per dare la colpa al marito – con le conseguenti ricadute finanziarie – i giudici sono costretti a trovare una relazione di causa effetto tra scappatelle e violazione del patto nuziale.

“Manca il nesso causale che tali relazioni siano alla base della crisi coniugale”. E il presupposto temporale.

Da dimostrare il nesso tra corna e crisi coniugale

Quando il matrimonio si è esaurito, quali le corna che hanno fatto traboccare il vaso? La donna non è riuscita a dimostrarlo, spiegano i giudici.

Ha chiuso un occhio, come si dice, per troppo tempo. Troppo per ottenere 700 euro di appannaggio mensile.

Troppo per 250mila euro di “buonuscita” (si intende per i servizi resi?). Troppo per metà dell’appartamento del fedigrafo seriale. Anche l’infedeltà può essere sottoposta a misurazione, pare di capire che chi tradisce meriti tanta più indulgenza quanto più vi sia incline. 

La signora – è perfino doloroso ammetterlo – è finita “cornuta e mazziata”: tradita una vita e costretta a pagare le spese legali. Una volta è colpa sua, dalle due volte in poi… (fonte Quotidiano.net)