Coronavirus: 200 euro di multa a chi viene trovato in giro. Anche a chi è già stato denunciato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Marzo 2020 8:23 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2020 9:34
Coronavirus, Ansa

Coronavirus: 200 euro di multa a chi viene trovato in giro. anche a chi è già stato denunciato (foto Ansa)

ROMA – Chi viene trovato in giro, chi violerà il divieto di spostamento, dovrà pagare una multa di duecento euro. Ma non è finita qui. Non è finita qui perché anche chi, attenzione, è stato trovato in giro ed è stato denunciato prima del 25 marzo dovrà pagare la multa. Dovrà pagare i 200 euro. La norma del decreto, il nuovo decreto, sarà anche retroattiva.

Ne dà notizia il Corriere della Sera. Lo ripetiamo quindi: la norma sarà retroattiva. Anche chi, prima del 25 marzo, è stato denunciato per aver violato il divieto di spostamento dovrà pagare. Dovrà pagare 200 euro. 

Per chi viola la quarantena, pur essendo risultato positivo al coronavirus, invece è previsto l’arresto da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5.000 euro.

Coronavirus e restrizioni.

Ecco invece tutte le restrizioni previste per contenere il virus:

– limitazione della circolazione delle persone, compresa la possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora, o di entrare o uscire dal territorio nazionale se non per spostamenti individuali, limitati nel tempo e nello spazio e motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni;

– chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici;

– divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali;

– quarantena per chi ha avuto contatti stretti con contagiati – divieto assoluto di uscire di casa per i positivi;

– limiti o stop a riunioni o assembramenti in luoghi pubblici

– niente eventi e riunioni anche culturali, ludiche, sportive, ricreative e religiose;

– sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell’ingresso nelle chiese;

– chiusura di cinema, teatri, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi;

– sospensione di congressi e convegni, solo videoconferenze;

– limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, compresa la possibilità di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati;

– limiti o stop ad attività ludiche o sportive all’aperto; – possibilità di ridurre o sospendere i trasporti pubblici;

– sospensione o chiusura di tutte le scuole e le università, anche per gli anziani, i master e i corsi professionali, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza;

– stop a gemellaggi e viaggi di istruzione;

– limitazione o chiusura dei musei e luoghi culturali;

– limitazione della presenza fisica negli uffici pubblici, salve le attività indifferibili e i servizi essenziali puntando prioritariamente sullo smart working;

– limitazione o sospensione dei concorsi, salvo a distanza;

– limitazione o sospensione per i negozi, ad eccezione di quelle che garantiscono beni alimentari e di prima necessità che devono comunque assicurare le distanze anti contagio;

– limitazione o sospensione per bar e ristoranti;

– limitazione o sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale;

– limitazione a fiere e mercati, salvo quelli alimentari;

– specifici divieti o limitazioni per gli accompagnatori dei pazienti al pronto soccorso;

– limitazione dell’accesso di parenti in ospedali, hospice, residenze sanitarie e per gli anziani, nonché nelle carceri;

– obblighi di comunicazione al servizio sanitario nazionale per chi è transitato o ha sostato in zone a rischio epidemiologico indicate da Oms o Ministro della salute;

– disporre misure di informazione e di prevenzione;

– lavoro agile anche in deroga alle discipline vigenti;

– previsione che le attività consentite si svolgano evitando assembramenti e rispettando distanza e protocolli anti contagio;

– possibilità per il prefetto di autorizzare deroghe alle varie limitazioni.

Fonte: Corriere della Sera, Ansa.