Coronavirus: isolate 35 molecole per combatterlo tra le 9mila disponibili. Con i calcoli per il bosone di Higgs

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Aprile 2020 13:12 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2020 13:12
Coronavirus: isolate 35 molecole per combatterlo tra le 9mila disponibili. Con i calcoli per il bosone di Higgs

Struttura della molecole meflochina (fonte Sibylla Biotech)

ROMA – Scoperte 35 molecole per combattere il virus SarsCoV2, grazie a una potenza di calcolo analoga a quella che l’Italia ha utilizzato per scoprire il bosone di Higgs; una appartiene alla famiglia dell’idrossiclorochina.

Descritte sul sito ArXiv, ora potranno affrontare i test per capire se potranno diventare farmaci.

Sono state selezionate fra le 9.000 analizzate dal progetto guidato dall’azienda Sybilla Biotech e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Le molecole, che adesso potranno cominciare il percorso di test in laboratorio per capire se potranno diventare futuri farmaci anti Covid-19, agiscono impedendo al nuovo coronavirus di legarsi alla sua nelle cellule umane.

E i dati sono liberamente accessibili alla comunità scientifica.

Lo rende noto Lidia Pieri, amministratore delegato di Sibylla Biotech.

“Le informazioni che otteniamo sono liberamente al servizio della comunità”. 

Spin-off dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e delle università di Trento e Perugia, la Sibylla Biotech ha individuato due bersagli per le nuove molecole.

Sono due tasche che si trovano nella struttura principale, porta d’ingresso utilizzata dal nuovo coronavirus per invadere le cellule umane, il recettore Ace2 che, oltre che sulle cellule dell’apparato respiratorio, si trova su quelle di molti altri organi, compresi cuore e intestino.

Le tasche sono due stati intermedi che la struttura della proteina Ace2 assume ripiegandosi su stessa ed entrambe possono diventare due ‘talloni d’Achille’ per il coronavirus.

Una volta individuate grazie ai calcolatori messi a disposizione dall’Infn, le due tasche sono state confrontate con i circa 9.000 farmaci già commercialmente disponibili oppure in fase di sperimentazione clinica per verificare quali fra questi contenessero  molecole promettenti.

Fra queste una appartiene alla famiglia chimica dell’idrossiclorochina e verrà valutata in laboratorio con altre sei molecole della stessa famiglia.

L’idrossiclorochina sembra limitare la replicazione del virus in vitro, ma le sue potenzialità contro la Covid-19 sono discusse e controverse.

Nell’ipotesi, ancora da dimostrare, di una qualche efficacia clinica, l’analisi condotta da Sibylla Biotech potrebbe contribuire a spiegarne il meccanismo d’azione molecolare e condurre alla messa a punto di protocolli clinici mirati.

Su richiesta, Sibylla mette liberamente a disposizione la ricostruzione a livello atomico delle tasche di legame di ACE2, affinché chi possiede molecole proprietarie possa eseguire dei test al computer e quindi in laboratorio su questi bersagli”. (fonte Ansa)