Coronavirus, allarme nell’ospedale di Siracusa: 23 operatori sanitari positivi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Aprile 2020 18:39 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2020 18:39
Ospedale, Ansa

Coronavirus, allarme nell’ospedale di Siracusa: 23 operatori sanitari positivi (foto Ansa)

ROMA – Allarme coronavirus nell’ospedale di Siracusa con ormai ben quattro reparti coinvolti nel contagio.

Sale a 23 il numero di operatori sanitari, tra medici ed infermieri, risultati positivi.

Ci sono gli 11 del Pronto soccorso, come denunciato da un’infermiera del reparto in un post su Facebook ed ora in quarantena, i quattro di Cardiologia, e tre di Oncologia.

A questi si aggiungono gli altri, come svelato da Cgil, Cisl e Uil di Siracusa, tra cui cinque positivi in Medicina:

“Una infermiera del Gruppo parto e il marito Oss sono rientrati in servizio dopo febbre alta e tosse senza aver effettuato i tamponi, sei tra infermieri e operatori socio-sanitari in malattia con sintomi evidenti e con relativi tamponi non ancora processati”.

“In Ostetricia e Ginecologia due infermieri con sintomatologia eclatante con febbre alta, 39, tosse e nessun tampone praticato. Due casi tra i parenti stretti di altrettanti operatori dell’Umberto I”.

I sindacati chiedono alla Regione una gestione straordinaria dell’Umberto I, sfiduciando di fatto la direzione dell’Asp di Siracusa.

“Errori su errori vengono commessi – dicono Cgil, Cisl e Uil – e si sta perseverando in una gestione interna improvvisata. La Regione ed il sindaco di Siracusa si attivino subito per rendere operativa una gestione straordinaria dell’Umberto I. Blindarlo al virus significa renderlo immune da ulteriori contagi tra il personale”.

E ancora: “Questo si attua con l’eventuale parziale chiusura di alcuni reparti che devono immediatamente essere sanificati e la fornitura indifferibile di DPI a quanti lavorano lì dentro. Fare questo significa tutelare la salute pubblica, che resta sacra sopra qualsiasi giustificazione tardiva o, peggio, qualsiasi gioco della politica delle nomine”.

Il direttore sanitario dell’Asp, Anselmo Madeddu, ha replicato, rigettando le accuse di una gestione fallimentare dell’emergenza.

“I medici chiedono ai politici che gridano al disastro sanitario: Ma dove siete stati finora? Di chi è la colpa se cittadini, medici e infermieri sono costretti a strutture da terzo mondo? Assumetevi la vostra responsabilità politica. Nessuno, in tutto il mondo, è nato istruito per fronteggiare un virus che appena tre mesi fa l’intero pianeta non conosceva”.

“Siracusa – continua –  ha un tasso di 1,99 casi per 10.000 abitanti, contro la media regionale di 3,72, la metà. Numeri che ci dicono come a Siracusa (con Ragusa) ci sia il tasso più basso dell’Isola”.

“Numeri che ci dicono come a Siracusa i ricoveri e i decessi sono più bassi della media regionale, mentre le guarigioni sono le più alte con 0,65 contro lo 0,23 della Sicilia, tre volte di più! E tutto questo è il frutto di un lavoro oscuro e immane che dirigenti, medici e infermieri stanno portando avanti in silenzio, con umiltà e impegno in pochissimo tempo”.

Ma c’è anche un altro caso, quello relativo all’attesa dei tamponi di alcuni poliziotti in servizio alla Questura di Siracusa, come denunciato dal segretario provinciale del Siulp, Tommaso Bellavia.

“Dopo gli operatori sanitari, che sono i veri eroi – dice Bellavia – di questa guerra al virus, i poliziotti sono quelli che stanno soffrendo di più le mancanze di strumenti e di organizzazione. Da oltre 10 giorni stiamo aspettando i risultati di alcuni tamponi effettuati a poliziotti”. (Fonte: Agi).