Coronavirus, l’autocertificazione per spostarsi dalla zona di sicurezza. Come funziona, cosa si rischia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2020 9:52 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2020 11:16
Coronavirus, l'autocertificazione per spostarsi dalla zona di sicurezza. Come funziona, cosa si rischia

Coronavirus, la direttiva del Viminale sugli spostamenti (Ansa)

ROMA – Chi viola la quarantena per interrompere il contagio da coronavirus rischia il carcere. La sanzione pende anche su chi viola il divieto di spostamento dalla zona di sicurezza, anche se basterà un’autodichiarazione che dimostri le “comprovate” esigenze lavorative o di salute per potersi muovere. Lo prevede la direttiva inviata dal Viminale ai prefetti. Verifiche e controlli al divieto di spostamenti dal perimetro della “zona di sicurezza” individuata in Lombardia e altri 14 province saranno a campione. Per scaricare il modulo di autocertificazione clicca qui.

Come funziona l’autodichiarazione

Insomma i cittadini sono chiamati a collaborare con le autorità e caldamente invitati a dire la verità sulle eventuali “comprovate” esigenze lavorative o di salute. Saranno quindi i cittadini a dover dimostrare di avere necessità a varcare il confine con un’autocertificazione.

Esiste anche un modulo (scarica qui). Modulo nel quale bisogna specificare i motivi del viaggio, da dove si proviene e dove si va, di essere a conoscenza “delle misure di contenimento del contagio di cui all’art. 1, lett. a) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 concernente lo spostamento delle persone fisiche in entrata, in uscita.

Modulo che non è indispensabile, come un documento: si può autocertificare anche oralmente, rispondere a voce alle sollecitazioni degli agenti. L’importante è sapere che le autorità possono fare controlli anche ex post sulle nostre dichiarazioni.

Se menti puoi essere scoperto anche dopo

La “veridicità dell’autodichiarazione” – spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera – potrà essere verificata anche con successivi controlli» e la raccomandazione alle forze dell’ ordine è quella di ammonire il cittadino a dire la verità, ma in caso di riscontro negativo si procederà alla cattura”.

Esattamente quello che succede a chi viola la quarantena. Controlli verranno effettuati alle stazioni come agli aeroporti, dove si procederà al controllo del titolo di viaggio insieme alla autodichiarazione. Su strade e autostrade stessa procedura.

“Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni. Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ ingresso”, dice il decreto.

Le merci possono camminare per non dare il colpo di grazia al commercio. Chi si sposta per il trasporto di prodotti anche non di prima necessità dovrà dimostrare di stare effettuando consegne e approvvigionamenti. L’eventuale transito nelle zone rosse non farà scattare l’obbligo di quarantena.

Arresto fino a tre mesi per chi viola i divieti

La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dal 650 cp  (con una pena prevista di arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino 206 euro), “salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del codice penale: delitti colposi contro la salute pubblica, che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica”.

Per i dipendenti pubblici basta il tesserino

Per giustificare gli spostamenti all’interno e all’esterno della zona rossa allargata per esigenze di lavoro basta l’autocertificazione e per i dipendenti pubblici “è ancora più facile”, perché c’è anche “la possibilità di mostrare il tesserino”. Così la ministra per la P.a, Fabiana Dadone, ai microfoni di ‘Circo Massimo’ su Radio Capital. (fonte Ansa)