Coronavirus autocertificazione, come sanno se sono o sono stato positivo? Esiste un registro?

di Alessandro Avico
Pubblicato il 18 Marzo 2020 16:46 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2020 16:48
Coronavirus autocertificazione, come sanno se sono o sono stato positivo? Esiste un registro?

ROMA – Leggendo la nuova autocertificazione per chi esce di casa nonostante il coronavirus, più domande sorgono quasi spontanee. Nel nuovo modulo infatti c’è scritto, con tanto di neretto sottolineato: il soggetto dichiara di non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al virus COVID-19.

Ed è giusto così, autodichiaro di non essere positivo al virus o di non esserlo mai stato. A questo punto però ecco la prima domanda: l’agente che mi ferma per strada, cosa ne sa? Lui ovviamente nulla, prende il modulo lo contro firma e poi ci saranno i controlli del caso. E’ chiaro che il carabiniere o poliziotto di turno non sia fornito di un tampone istantaneo. Per cui raccoglie il modulo e poi (un po’ come quando si vede se qualcuno ha dei precedenti) farà dei controlli in centrale o altrove.

E qui sorge quindi la seconda domanda: esiste un archivio? C’è un elenco con tutti i contagiati d’Italia, in corso o passati? Sicuramente in qualche modo faranno fede i registri degli ospedali, dove ci sarà il nome e cognome con data, patologia e sintomi vari di un ricoverato. Se ne deduce che se dichiaro di non essere positivo al coronavirus, quando in realtà lo sono oppure lo sono stato, qualcuno verrà a cercarmi a casa per multarmi o arrestarmi. 

Ultima domanda: il carabiniere o agente che firma l’autocertificazione che poi risulterà falsa, rischia qualcosa? Come detto in precedenza lui non può saperlo, chiunque può mentirgli, lui lo scoprirà solo in seguito. Ecco perché si presume che non rischi nulla, in questo caso si limiterà a controllare e vidimare. 

Insomma, questo cambiamento all’autocertificazione più che tutelare gli agenti o facilitare il compito di un “controllore” in centrale o in ospedale, ha il compito di incentivare i cittadini a non uscire, rendendo ancora più espliciti gli obblighi e le limitazioni cui sono soggetti per i loro spostamenti. 

Ad ogni modo e a scanso di equivoci vi ricordiamo cosa succede in caso di autocertificazione falsa. In tal caso si applica quanto disposto da: articolo 76 del dpr n. 445/2000: reati di falso anche commessi ai danni di pubblici ufficiali; articolo 495 codice penale recante falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sull’identità o su qualità personali proprie o di altri con la pena da uno a sei anni di reclusione. C’è ovviamente il reato ancor più grave di procurata epidemia.