Coronavirus bar, ristoranti e locali: cosa cambia. Chi chiude e quando

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2020 8:17 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2020 8:17
Coronavirus bar, ristoranti e locali: cosa cambia. Chi chiude e quando

Coronavirus bar, ristoranti e locali: cosa cambia. Chi chiude e quando (Foto Ansa)

Cosa cambia per bar, ristoranti e locali con il novo decreto del Governo per contenere l’aumento di contagi da coronavirus.

Bar, ristoranti e locali dovranno chiudere tutti entro la mezzanotte: questo prevede il nuovo decreto coronavirus. A mezzanotte si chiude, ma dalle 21 si potrà consumare solo ai tavoli, niente bancone e niente bicchiere in mano in giro per il bar.

Inoltre c’è il divieto di bere e sostare all’esterno per evitare assembramenti. Divieto vendita di alcolici a partire dalle 22, questo per fare in modo che la movida non duri tutta la notte insomma.

Succede quindi che per tutti i locali che hanno i tavoli scatterà la chiusura alle 24. Quelli invece che non li hanno (ad esempio bar, gelaterie, pasticcerie, certi pub) dovranno interrompere l’attività alle 21. Non solo, una volta avvenuta la chiusura i clienti non potranno restare fuori, davanti all’ingresso.

Restano chiuse le sale da ballo e discoteche, all’aperto o al chiuso, mentre sono permesse fiere e congressi. Le misure anti contagio del nuovo dpcm firmato al momento saranno valide per i prossimi trenta giorni. 

Dpcm Coronavirus 12 ottobre: tutte le novità

MASCHERINE – L’articolo 1 del dpcm stabilisce che “è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto.

A eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. E comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali. Nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”.

Dall’obbligo è escluso chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Viene inoltre “fortemente raccomandato” l’utilizzo dei dispositivi “anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”.

Feste e gite

FESTE – Restano chiuse le sale da ballo e discoteche, all’aperto o al chiuso, mentre sono permesse fiere e congressi. La novità, rispetto ai precedenti dpcm, è che sono vietate le feste in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto. Restano consentite, con le regole fissate dai protocolli già in vigore, le cerimonie civili o religiose come i matrimoni.

Le feste conseguenti alle cerimonie possono invece svolgersi con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Nelle abitazioni private è “comunque fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi” in numero “superiore a 6”.

GITE SCOLASTICHE – Il Dpcm interviene anche sulle gite degli studenti. “Sono sospesi – si legge nella bozza – i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio”.

Movida e spettacoli

MOVIDA – La stretta riguarda bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie. “Le attività dei servizi di ristorazione sono consentite fino alle 24 con servizio al tavolo e sino alle 21 in assenza di servizio al tavolo”. Resta consentita la “ristorazione con consegna a domicilio” e la “ristorazione con asporto” ma “con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le 21”.

CINEMA E CONCERTI – Resta per gli spettacoli il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1000 all’aperto, con il vincolo di un metro tra un posto e l’altro e di assegnazione dei posti a sedere. Sono sospesi gli eventi che implichino assembramenti se non è possibile mantenere le distanze.

Le regioni e le province autonome possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi. Sono comunque fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome.