Coronavirus, a Bergamo per la prima volta più dimessi che ricoverati in ospedale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Aprile 2020 10:16 | Ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2020 10:19
Bergamo, Ansa

Coronavirus, a Bergamo per la prima volta più dimessi che ricoverati in ospedale (foto Ansa)

ROMA – Ieri, quindi giovedì 2 aprile, per la prima volta sono state 26 le persone che hanno lasciato l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e soltanto 20 i nuovi ricoveri. 

A riportare il dato è ‘L’Eco di Bergamo’ che registra anche una diminuzione delle pagine dei necrologi: sette, mentre nei giorni scorsi erano arrivate anche ad essere una dozzina.

“E’ un segnale – ha spiegato il direttore sanitario dell’ospedale Fabio Pezzoli che ha commentato il dato degli accessi e delle dimissioni – ma la guardia deve restare alta”.

Borrelli: “Fase 2? A metà maggio”

La cosiddetta ‘fase 2’ di convivenza con il coronavirus potrebbe iniziare a metà maggio, anche se al momento non c’è alcuna certezza.

Lo ha spiegato il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital ricordando che se si faranno tamponi a tappeto, indagini sierologiche e demoscopiche sulla rete di contagi, spetterà agli esperti del comitato-tecnico scientifico deciderlo. E su questo si sta già lavorando.

Il 16 maggio potrebbe essere la data giusta per la fase 2? “Se l’andamento non cambia, potrebbe essere, come potrebbe essere prima o dopo, dipende dai dati” ha risposto Borrelli sottolineando che al momento la situazione è stazionaria”.

“Dobbiamo vedere quando questa situazione inizia a decrescere. Non vorrei dare delle date, però da qui al 16 maggio potremo aver dati ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività e cominciare quindi la fase 2”.

La situazione attuale, ha concluso, consente però di “dare un po’ di respiro alle strutture sanitarie e alle terapie intensive: si stanno alleggerendo di un carico di lavoro che ogni giorno era molto più forte e comportava sacrifici straordinari per trovare nuovi posti di ricovero e cura”. 

Fonte: Radio Capital, L’Eco di Bergamo, Ansa.