Coronavirus, bollettino 10 novembre: 35.098 nuovi casi e 580 morti (mai così tanti da aprile)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Novembre 2020 17:47 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2020 8:02
Il vaccino Pfizer anti Covid deve stare a -70 gradi: dopo una settimana va a male

Il vaccino Pfizer anti Covid deve stare a -70 gradi: dopo una settimana va a male (Foto Ansa)

Nelle ultime 24 ore sono 35.098 i nuovi casi di coronavirus individuati in Italia. Le vittime 580.

Coronavirus, bollettino 10 novembre: dopo la “tregua” del lunedì tornano a impennarsi contagi e tamponi: sono 35.098 i nuovi casi oggi (ieri 25.271), a fronte però di 217mila tamponi, 70mila più di ieri, tanto che cala la percentuale positivi/tamponi, da 17,1 a 16,1%.

E’ netto invece l’aumento dei decessi, 580 oggi, mai così tanti addirittura dal 14 aprile (ieri erano 356), per un totale di 42.330 vittime dall’inizio dell’epidemia. E’ quanto emerge dal bollettino sulla pandemia coronavirus del ministero della Salute.

Ancora in forte crescita le terapie intensive, +122 oggi (ieri +100), per un totale di 2.971, mentre i ricoveri ordinari salgono di 997 unità (ieri 1.196), e arrivano a 28.633, a un passo dal record di 29mila segnato ad aprile, in piena prima ondata.

I guariti sono 17.334 (ieri 10.215), per un totale di 363.023. Il numero delle persone attualmente positive sale così di altre 16.776 unità, arrivando a 590.110. Di questi, sono in isolamento domiciliare 558.506 pazienti.

Brusaferro: “In 4 regioni opportuno anticipare le misure”

L’Italia è “un Paese a scenario 3”, con un indice Rt che a livello nazionale è a 1,7. A fornire il dato è il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, secondo il quale l’indice “ha mostrato un rallentamento nella sua crescita, ma per ridurre i casi dobbiamo portare l’Rt sotto 1”. Mentre ora tutte le regioni “sono sopra Rt 1, e in alcuni casi a 2”.

Per Brusaferro, “tutti i sistemi vanno bene ma la battaglia per riportare l’epidemia da ad una dimensione sostenibile passa soprattutto dai comportamenti quotidiani di ognuno”.

L’attenzione è soprattutto sulla situazione negli ospedali. “In alcune Regioni si è superata la soglia critica per l’occupazione dei nosocomi e c’è probabilità alta in tutta Italia di saturazione entro un mese per le terapie intensive. Quindi c’è l’allerta e non possiamo permetterci di prendere sotto gamba la situazione”.

“Sulla base dell’ultimo monitoraggio ci sono quattro regioni che vanno verso rischio alto e nelle quali è opportuno anticipare le misure più restrittive”.

Il presidente dell’Iss fa riferimento alla Campania, Friuli, Emilia-Romagna e Veneto, cioè a Regioni che hanno un Rt alto, superiore a 1,5, che le posiziona nello scenario più preoccupante, il numero 4. A mantenerle ancora gialle è però l’altro fattore che viene analizzato, cioè il rischio, che adesso è moderato. Per tutte però sta crescendo e questo preoccupa la Cabina di regia. (fonte ANSA)