Coronavirus, bollettino del 13 ottobre: 5.901 nuovi casi, 41 morti

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2020 18:25 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2020 8:25
Coronavirus, bollettino del 13 ottobre: 5.901 nuovi casi, 41 morti

Coronavirus, bollettino del 13 ottobre: 5.901 nuovi casi, 41 morti (Ansa)

Coronavirus, il bollettino del 13 ottobre segnala 5.901 nuovi casi. I morti nelle ultime 24 ore sono 41

Aumentano i nuovi casi di coronavirus in Italia segnalati nell’ultimo bollettino del 13 ottobre: i nuovi contagi nelle ultime 24 ore sono 5.901, rilevati sulla base di 112.544 tamponi. I morti sono 41. E’ il numero più alto di vittime dallo scorso 17 giugno.

Il totale dei decessi dall’inizio dell’epidemia in Italia è di 36.246.

Sempre nelle ultime 24 ore i pazienti guariti/dimessi sono stati 1.428.

Le regioni con il maggior numero di casi sono la Lombardia (1.080), la Campania (635), il Piemonte (585) e il Lazio (579). Nessuna regione fa segnare zero nuovi casi.

E schizza l’aumento dei pazienti ricoverati in terapia intensiva: 62 in più per un totale di 514 (ieri erano 452). Un numero che ci riporta al 26 maggio, quando nelle rianimazioni c’erano 521 pazienti ricoverati.

Ed il quadro non è migliore nei reparti Covid ordinari, dove è stata superata la soglia dei 5mila ricoverati: sono 5.076, 255 più di ieri.

L’allarme dei medici ospedalieri

Insomma, non è ancora emergenza ma l’allerta, soprattutto per gli ospedali, deve essere massima. Con i numeri attuali “gli ospedali italiani potranno ancora reggere almeno per 5 mesi ed al momento la situazione è gestibile, ma se dovessimo assistere ad un aumento esponenziale dei casi come sta accadendo in altri Paesi come la Francia allora il sistema ospedaliero avrebbe una tenuta di non oltre 2 mesi”, afferma Carlo Palermo, il segretario del maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri italiani, l’Anaao-Assomed.

Se si passasse cioè dai circa 5mila casi di contagio giornalieri agli oltre 10mila come in Francia, rileva, “si rischia il crollo della prima trincea ospedaliera anti-Covid, perché gli ospedali non sono pronti a far fronte ad un’epidemia esponenziale”. (Fonti: Ansa, Agi)