Coronavirus, il bollettino del 15 marzo 2021: nuovi casi in calo, 354 morti, tasso positività sale all’8,5%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Marzo 2021 18:21 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2021 18:21
Coronavirus, il bollettino del 15 marzo 2021: nuovi casi in calo, 354 morti, tasso positività sale 8,5%

Coronavirus, il bollettino del 15 marzo 2021: nuovi casi in calo, 354 morti, tasso positività sale all’8,5% (foto Ansa)

Coronavirus, il bollettino del 15 marzo 2021: nuovi casi in calo, 354 morti, tasso positività sale all’8,5%. Sono appena 15.267 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 21.315. Le vittime sono state 354, ieri erano state 264. I tamponi sono 179.015, quasi 95 mila meno di ieri.  

Coronavirus, il bollettino del 15 marzo 2021:   tasso positività sale all’8,5%

Sono stati effettuati 179.015 tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i test erano stati 273.966. Un netto calo abituale la domenica. Il tasso di positività (rapporto positivi/test) odierno è dell’8,5%%, ieri era stato del 7,8%, quindi oggi in aumento dello 0,7%. 

Coronavirus, il bollettino del 15 marzo 2021:  243 ingressi in rianimazione in 24h, +820 ricoveri

Sono 243 gli ingressi in terapia intensiva per il Covid-19 nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Il saldo giornaliero tra ingressi e uscite è di 75 pazienti in più, portando il totale a 3.157. Nei reparti ordinari (pneumatologia e malattie infettive) sono invece aumentati i pazienti di 820 unità rispetto a ieri, portando il totale a 25.338.  

Covid, studio su Nature: variante inglese più letale del 55%

La variante inglese (B.1.1.7) del virus SarsCoV2 non è solo più contagiosa, ma è anche più letale del 55% rispetto al vecchio ceppo virale: se prima, nell’arco di un mese, potevano morire sei sessantenni ogni mille contagiati, ora con la nuova variante ne muoiono nove.

Come scrive l’Ansa, lo indicano i dati raccolti su oltre due milioni di cittadini britannici sottoposti a tampone tra novembre 2020 e febbraio 2021, ovvero nel periodo in cui la nuova variante è esplosa passando dallo 0,1 al 99% dei casi testati.

Lo studio, che sottolinea l’importanza di una rapida campagna vaccinale per contrastare la diffusione del virus, è pubblicato sulla rivista Nature dai ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM).

“L’Inghilterra ha pagato un tributo enorme alla variante B.1.1.7 negli ultimi mesi, con 42.000 decessi per Covid-19 solo tra gennaio e febbraio 2021”, sottolinea il coordinatore dello studio, Nick Davies.

“Nonostante i progressi nel trattamento della Covid-19, abbiamo avuto più decessi nel 2021 che nei primi otto mesi di pandemia nel 2020. Il nostro lavoro aiuta a capire perché.

La variante B.1.1.7 è più trasmissibile e la nostra ricerca dimostra che determina più casi gravi. Questo dovrebbe essere di monito per gli altri Paesi che devono restare vigili contro la variante, ormai diffusa in oltre 90 Paesi del mondo”.

Lo studio si basa su una ricerca precedente dell’LSHTM, pubblicata su Science, in cui si dimostra come la nuova variante inglese sia dal 43 al 90% più contagiosa rispetto al vecchio ceppo.