Coronavirus, bollettino 16 ottobre: aumentano i contagiati (10.010) ma diminuiscono i morti (55)

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 16 Ottobre 2020 17:42 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2020 18:06
Contagi coronavirus in famiglia, come evitarli: micro abbracci, togliersi le scarpe...

Contagi coronavirus in famiglia, come evitarli: micro abbracci, togliersi le scarpe… (Foto Ansa)

Il bollettino sul coronavirus del 16 ottobre, aumentano i contagiati con 10.010 nuovi casi ma diminuiscono i morti (55 contro 83).

Il bollettino del 16 ottobre sul coronavirus: sono stati effettuati 150.377 tamponi, ci sono 10.010 nuovi casi, 55 morti e 1908 guariti.

Nel nostro Paese, dall’inizio della pandemia da coronavirus, sono state contagiate 391.611 persone.

Come detto, il 16 ottobre registriamo 10.010 nuovi casi rispetto al 15 ottobre. Si tratta di un incremento del 2.6%.

Parlando invece del numero dei morti, da inizio pandemia sono 36.427.

Da questo punto di vista, c’è stato un decremento rispetto al 15 ottobre.

Infatti nella giornata del 15 ottobre abbiamo registrato 83 morti mentre in quella del 16 ottobre i deceduti sono 55.

Passiamo alle persone dimesse, quindi guarite dal coronavirus.

Il 15 ottobre abbiamo registrato 1899 persone dimesse, mentre quelle del 16 ottobre sono 1908, quindi c’è un leggero miglioramento da questo punto di vista. 

Attualmente i soggetti positivi al coronavirus sono 107.312. Questo dato è cresciuto molto dal 15 al 16 ottobre.

Infatti il 15 ottobre i positivi erano 6821 mentre, a distanza di 24 ore i nuovi positivi sono 8046. 

Il conto complessivo, quindi, sale a 391.611. In questa cifra sono inclusi anche i morti ed i guariti.

In pratica facciamo riferimento a tutte le persone trovate positive dall’inizio dell’epidemia.

Quindi possiamo concludere dicendo che la curva pandemica continua a salire con un nuovo picco di contagi: mai così tanti in Italia nel giro di 24 ore. 

Si tratta di una costante crescita dal 14 ottobre quando sono stati registrati 7332 nuovi casi superando il picco massimo del 21 marzo quando il nostro Paese si trovava nella fase più critica della pandemia.

Nonostante i numeri siano superiori a quelli di metà/fine marzo, bisogna specificare che la situazione è decisamente diversa sia per il numero di tamponi effettuati che per il numero di persone ricoverate nei reparti Covid.

Alcune Regione, come la Lombardia, hanno ospedali in grande difficoltà  ma complessivamente il sistema sanitario nazionale non è a rischio collasso come avvenuto lo scorso marzo.

Ad ogni modo la situazione è preoccupante quindi il governo si appresa a varare nuove restrizioni per contenere la nuova avanzata del virus (fonte ministero della Salute).