Coronavirus, bollettino del 21 ottobre: 15.199 nuovi positivi, 127 morti

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2020 17:21 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2020 18:15
Coronavirus, il bollettino del 31 ottobre: 31.758 positivi e 297 morti

Coronavirus, il bollettino del 31 ottobre: 31.758 positivi e 297 morti (foto Ansa)

Continuano ad aumentare i nuovi positivi al coronavirus nel bollettino del 21 ottobre: sono 15.199. Sono 127 i morti

Impennata dei nuovi casi di positività al coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore secondo il bollettino del 21 ottobre. I nuovi casi sono 15.199. Ieri erano stati 10.874.

Sono 127 i deceduti (ieri 89).  E’ il dato più alto da quando è ripreso a crescere il contagio. Lo rende noto il bollettino del ministero della Salute. 

Attualmente le persone sicuramente positive sono 155.442. I tamponi sono stati 177.848, 33.111 in più rispetto a ieri.

Il tasso di positività sul numero di tamponi è dell’8,5%. Ieri era del 7,5%.

Sono 56 le terapie intensive in più rispetto a ieri, con un incremento generale degli attualmente positivi pari a +12.703, per un totale di 155.442. I guariti sono 2.369 che portano ad un totale di 257.374.

La situazione nelle regioni

Oltre al record della Lombardia con oltre 4 mila nuovi casi, sono 4 le regioni con oltre mille contagiati in 24 ore: Piemonte e Campania (ambedue oltre i 1.700), poi Veneto e Lazio.

L’allarme di Ricciardi

Secondo l’allarme lanciato da Walter Ricciardi, professore di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica e consigliere del Ministro della Salute Roberto Speranza, a Milano, Napoli e probabilmente Roma la pandemia di coronavirus è ormai fuori controllo. 

“Alcune aree metropolitane come Milano, Napoli e probabilmente Roma, sono già fuori controllo dal punto di vista del controllo della pandemia. Hanno numeri troppo alti per essere contenuti con il metodo tradizionale del testing e tracciamento”, ha detto Ricciardi. 

“Come insegna la storia di precedenti epidemie, quando non riesci a contenere devi mitigare, ovvero devi bloccare la mobilità. Ci troviamo come nel 1.400 a Venezia, nonostante le tecnologie di cui disponiamo”. Ora l’Italia “si accoda ai Paesi che non decidono coi tempi giusti”, ha aggiunto. (Fonte: Ansa)