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Coronavirus, il bollettino del 25 gennaio: 8.561 nuovi casi, 420 morti, tasso positività vicino al 6%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Gennaio 2021 17:23 | Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2021 19:19
Coronavirus, il bollettino del 25 gennaio: 8.561 nuovi casi, 420 morti, tasso positività vicino 6%

Coronavirus, il bollettino del 25 gennaio: 8.561 nuovi casi, 420 morti, tasso positività vicino al 6% (foto Ansa)

Coronavirus, il bollettino del 25 gennaio: 8.561 nuovi casi, 420 morti, tasso positività vicino al 6%. Sono 8.561 i nuovi casi di Covid in Italia nelle ultime 24 ore, per un totale, dall’inizio dell’emergenza, di 2.475.372.

L’incremento delle vittime, invece, è di 420, che porta il numero complessivo ad 85.881.   In base ai dati del bollettino del ministero della Salute, gli attualmente positivi in Italia sono 491.630, con un calo di 7.648 rispetto a ieri.

Coronavirus, il bollettino del 25 gennaio: 1.897.861 i pazienti guariti da inizio pandemia

Dall’inizio dell’epidemia sono invece 1.897.861 i pazienti dimessi o guariti, con un incremento nelle ultime 24 ore di 15.787.

Sono 143.116 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore. Ieri, secondo i dati del ministero della Salute, erano stati 216.211. Il tasso di positività continua lievemente a salire ed è ora al 5,98% (ieri era al 5,3%).

Salgono ancora i ricoveri in terapia intensiva e tornano a crescere anche quelli nei reparti ordinari. Sono 2.421 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 21 in più nel saldo tra entrate e uscite rispetto a ieri. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 150. Nei reparti ordinari sono invece ricoverati 21.424 pazienti, in aumento di 115 unità rispetto a ieri. 

Coronavirus, Sileri: “In Italia le varianti circolano di meno”

“Stiamo affrontando la diffusione delle altre varianti con la stessa attenzione degli altri Paesi. In Italia siamo probabilmente un po’ più fortunati per due ragioni: la prima è che le varianti più aggressive, in termini di diffusione, in Italia circolano molto molto meno rispetto ad altri Paesi, per prima l’Inghilterra. L’ingresso delle varianti è stato più contenuto. La seconda è che come cittadini abbiamo subito delle restrizioni più durature e più forti”.

Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri a Timeline su Sky TG24.

“Con meno esposizione c’è meno rischio di trasmissione del virus, ma anche di creazione di eventuali varianti, che se anche dovessero generarsi, troveranno meno ospiti in cui replicarsi e diffondersi -, ha continuato -. Per il tracciamento delle varianti, al ministero si è creato un tavolo. Serve un coordinamento che non sia solo italiano ma europeo, perché le varianti sono ovunque. Deve essere fatto il massimo sforzo per sequenziarne quante più possibile”.