Coronavirus, il bollettino del 7 novembre: 39.811 casi, 425 decessi. Rapporto positivi/tamponi sale al 17,22%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Novembre 2020 17:30 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2020 18:10
Coronavirus, il bollettino del 7 novembre: 39.811 casi, 425 decessi. Rapporto positivi/tamponi sale al 17,22%

Coronavirus, il bollettino del 7 novembre: 39.811 casi, 425 decessi. Rapporto positivi/tamponi sale al 17,22% (foto d’archivio Ansa)

Coronavirus: ecco tutti i numeri del bollettino del 7 novembre. 425 morti, 39,811 casi. Rapporti positivi/tamponi che sale al 17,22% contro il 16,14% di 24 ore fa.

Oggi si registrano 39.811 nuovi casi di positività al coronavirus (numero più alto di sempre), contro i 37.809 di ieri. Sono stati effettuati 231.673 tamponi, rispetto ai 234.245 di ieri.

I decessi sono stati 425 (erano stati 446 nelle precedenti 24 ore): il totale delle vittime sale a 41.063. Resta elevato il numero di tamponi effettuati, 231.673 (inferiore però al numero di ieri, 234.245).

Il rapporto positivi/tamponi sale al 17,22% contro il 16,14% di 24 ore fa. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

Il numero degli attualmente positivi in Italia sfonda quota 500 mila e si attesta a 532.536.

Di questi 25.109 sono ricoverati con sintomi (+1.104), 2.634 sono in terapia intensiva (+119) e 504.793 in isolamento domiciliare (+32.195).

Dall’inizio della pandemia sono invece 328.891 le persone dimesse o guarite, con un incremento nelle ultime 24 ore di +5.966. Complessivamente sono 902.490 i contagiati, comprese vittime e guariti.

Coronavirus, Speranza: “Nelle prossime 48 ore vedremo i nuovi dati. Pronti a nuove zone rosse”

“Nelle prossime 48 ore vedremo i nuovi dati e se necessario ci saranno altre ordinanze”, cioè altre zone rosse o arancioni.

Lo dice in un colloquio con Il Fatto Quotidiano il ministro della Salute Roberto Speranza facendo il punto sulla situazione della pandemia da coronavirus.

“Il Dpcm prevede che il ministro possa intervenire su una Regione, non su una Provincia. Ma sull’area metropolitana può intervenire il presidente De Luca, come ha fatto Zingaretti a Latina” aggiunge, commentando il suggerimento di Walter Ricciardi di chiudere l’area metropolitana di Napoli.

“Dev’essere chiaro – avverte – che noi stiamo svolgendo una funzione di supplenza nei confronti delle Regioni, che non si possono lamentare anche perché i dati sui contagi da coronavirus vengono da loro”.

Nessuna trattativa “ma i tecnici del ministero si confronteranno con quelli delle Regioni – spiega -.

C’è un modello standardizzato, i criteri sono lì da 24 settimane e se per tre settimane una Regione non dà i dati diventa zona rossa”. Lo scontro, peraltro, si va attenuando, secondo Speranza.

Dopo l’incontro con i governatori, dice ancora il ministro Speranza, “c’è un clima più confortevole, maggiore collaborazione, anche loro capiscono che la situazione è grave”. A preoccupare non sono tanto le terapie intensive “quanto i reparti dell’area medica”. (Fonti: Ansa, Il Fatto Quotidiano)