Coronavirus, bollettino Lombardia: 16.220 positivi (+1971), 1.640 morti. Bergamo la più colpita

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2020 19:27 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2020 19:27
Coronavirus, bollettino Lombardia: 16.220 positivi (+1971), 1.640 morti. Bergamo la più colpita

Coronavirus, bollettino Lombardia: 16.220 positivi (+1971), 1.640 morti. (Nella foto Ansa l’assessore Gallera)

MILANO – Sono 16.220 le persone risultate positive al coronavirus in Lombardia, 1.971 più di lunedì. Lo ha detto l’assessore al Welfare Giulio Gallera. 

I ricoverati in ospedale sono 6.953 (+782), in terapia intensiva 879 (+56), mentre il numero dei decessi è 1.640 (220 in più rispetto a ieri). In totale i posti in terapia intensiva per pazienti Covid ora sono 1030. 

E’ la provincia di Bergamo la più colpita dal coronavirus, con 3.993 persone contagiate, 233 in più di ieri. Segue la provincia di Brescia con 3.300 positivi, 382 casi nuovi. A Milano i Covid-19 positivi sono 2.326, 343 più di ieri, “una crescita lieve ma costante”.

A Cremona sono 2.073, 193 in più di ieri, mentre a Lodi sono 1.418, in crescita di 50. Ieri 48 pazienti sono stati portati dagli ospedali di Bergamo, Brescia e Melzo ad alcune strutture del privato accreditato.

Nella giornata di oggi, 17 marzo, sono stati trasferiti dagli ospedali della Lombardia 50 pazienti in terapia intensiva, ha spiegato il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. “Oggi è proseguita l’attività di alleggerimento degli ospedali della Lombardia con il coordinamento della Cross”, la Centrale remota operativa di soccorso sanitario, ha detto Borrelli.

Gallera: “Sorveglianza anche per chi ha influenza”

“Il controllo effettuato dal personale sanitario su chi ha avuto contatti con persone contagiate da coronavirus adesso si estenderà anche a tutti coloro che hanno i sintomi dell’influenza”, ha annunciato l’assessore Gallera.

“Da qui a breve, metteremo sotto controllo non solo ‘i contatti diretti’ ma” anche una seconda categoria di persone nella quale rientrano “tutti coloro che hanno un qualche sintomo influenzale. Se si ha un raffreddore o la tosse che bisogna assolutamente stare in casa, perché abbiamo visto che molte persone sviluppano il coronavirus anche solo in una forma molto lieve, che però è lo stesso molto contagiosa per gli altri”.

Per contenere l’epidemia “Abbiamo bisogno che ognuno di queste due categorie stia isolata, e a casa”, per far questo “chiameremo e coinvolgeremo sempre più i medici di medicina generale in questa sorveglianza attiva, anche attraverso la telemedicina, i saturimetri e le telefonate”.

“Questa battaglia – ha concluso – la vinciamo se evitiamo di contagiare o di essere contagiati. Ed è ancora una battaglia lunga, i dati sono anche oggi di una crescita costante”. 

Coronavirus, il bollettino della Protezione Civile

In Italia si contano 26.062 malati di coronavirus, con un incremento rispetto a lunedì di 2.989 casi. A questi si aggiungono 2.941 guariti (+192) e 2.503 decessi (+345) Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – balza quindi a 31.506.

Nel dettaglio, rende noto il Dipartimento della protezione civile, i casi attualmente positivi sono 12.095 in Lombardia, 3.404 in Emilia-Romagna, 2.488 in Veneto, 1.302 nelle Marche, 1.764 in Piemonte, 1.024 in Toscana, 661 in Liguria, 550 nel Lazio, 423 in Campania, 347 in Friuli Venezia Giulia, 368 nella Provincia autonoma di Trento, 282 nella Provincia autonoma di Bolzano, 320 in Puglia, 226 in Sicilia, 192 in Umbria, 216 in Abruzzo, 112 in Calabria, 115 in Sardegna, 134 in Valle d’Aosta, 19 in Molise e 20 in Basilicata.