Coronavirus, Borrelli: “5061 malati, 1145 in più di ieri”. Iss denuncia atteggiamenti superficiali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Marzo 2020 19:57 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2020 20:29
Coronavirus in Italia, numeri emergenza al 7 marzo: oltre 5mila contagi

Coronavirus in Italia, numeri emergenza al 7 marzo: oltre 5mila contagi

ROMA – Aumentano i contagiati da coronavirus Covid-19 in Italia. Angelo Borrelli, commissario per l’emergenza, mostrando i dati della Protezione civile sottolinea come siano al 7 marzo 5061 i malati di coronavirus in Italia, cioè 1145 in più rispetto appena al 6 marzo. I morti invece salgono a 233, cioè 36 in più del giorno precedente. 

Intanto l’Istituto superiore di Sanità, Iss, denuncia atteggiamenti superficiali e mette in guardia la popolazione, che non sembra aver recepito le misure necessarie a limitare i contagi. Silvio Brusaferro dell’Iss in conferenza stampa a dichiarato: “Abbiamo evidenze di atteggiamenti superficiali, servono grande attenzione e consapevolezza”.

Coronavirus in Italia, i numeri della Protezione civile al 7 marzo

Dai dati della Protezione Civile emerge che i contagiati sono 2.742 in Lombardia, 937 in Emilia-Romagna, 505 in Veneto, 202 in Piemonte, 201 nelle Marche, 112 in Toscana, 72 nel Lazio, 61 in Campania, 42 in Liguria, 39 in Friuli Venezia Giulia, 33 in Sicilia, 23 in Puglia, 24 in Umbria, 14 in Molise, 14 nella provincia di Trento, 11 in Abruzzo, 9 nella provincia di Bolzano, 8 in Valle d’Aosta, 5 in Sardegna, 4 in Calabria e 3 in Basilicata.

Le vittime sono 154 in Lombardia (19 in più di ieri), 48 in Emilia Romagna (+11), 13 in Veneto (+1), 6 nelle Marche (+2), 5 in Piemonte (+1), 4 in Liguria (+1), 2 in Puglia (+1) e uno nel Lazio. Complessivamente sono finora 5.883 i contagiati totali dal coronavirus, comprese le vittime e le persone guarite. 

Quanto ai tamponi, ne sono stati eseguiti 42.062, dei quali oltre quasi 30mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

I ricoverati in terapia intensiva sono 567, 105 in più rispetto a ieri. Di questi 567 ben 359 sono in Lombardia, che ha avuto un incremento in un giorno di 50 casi. Sono invece 2651 i malati con sintomi ricoverati e 1843 quelli in isolamento domiciliare.

I guariti invece sono 589, 66 in più di venerdì.

Coronavirus in Lombardia, strutture sanitarie al collasso

Borrelli ha spiegato che servono misure adeguate per la gestione dell’emergenza coronavirus in Lombardia, dove si conta il maggior numero di contagiati: “Nonostante l’enorme impegno di tutto il personale sanitario e il dispiegamento degli strumenti disponibili una corretta gestione del fenomeno è impossibile. In assenza di tempestive ed adeguate disposizioni da parte delle Autorità saremo costretti ad affrontare un evento che potremo solo qualificare come una disastrosa calamità sanitaria”.

Borrelli ha poi rassicurato il governatore lombardo Attilio Fontana che entro la sera del 7 marzo sarà disponibile il dpcm, con misure adeguate e proporzionate e condivise con la Regione: “Del rischio per le terapie intensive in Lombardia non abbiamo fatto mistero che esiste, attiveremo tutte le risorse nazionali e potenzieremo il meccanismo delle Asl locali”.

Coronavirus, Borrelli: “Per vincere cambiamo modo di vivere”

“Vinciamo questa guerra se i nostri concittadini adottano comportamenti responsabili. Cambiamo modo di vivere, specie se siamo nelle categorie più fragili ed esposte”. E’ l’appello del commissario all’emergenza coronavirus Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile.

Iss avvisa: “Sto atteggiamenti superficiali, attenzione a febbre e affanno insieme”

Brusaferro dell’Iss ha spiegato: “Abbiamo evidenze di atteggiamenti superficiali, servono grande attenzione e consapevolezza. Anche dove ci sono pochi casi bisogna adottare questi comportamenti per far diffondere più lentamente l’infezione. L’andamento mostra oggi una crescita, focalizzata su alcuni poli, serve un supporto perché la circolazione attorno venga rallentata”.

Sono l’affanno (dispnea) e la febbre i sintomi iniziali più comuni nei pazienti positivi al Covid-19 che muoiono, e se si presentano insieme si dovrebbe allertare il 112 o il 118. Lo afferma l’analisi dei dati dei 155 pazienti italiani deceduti al 6 marzo condotta dall’Istituto Superiore di Sanità.

Febbre e dispnea sono presenti come sintomi di esordio rispettivamente nell’86% e nell’82% dei casi esaminati, si legge nella nota dell’Iss. Altri sintomi iniziali riscontrati sono tosse (50%), diarrea ed emottisi (5%).

(Fonte ANSA)