Coronavirus, Brescia vicina al contagio zero. Presidente virologi: “Manca una settimana”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Aprile 2020 10:18 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2020 10:18
Coronavirus, Brescia vicina al contagio zero. Presidente virologi: "Manca una settimana"

Coronavirus, Brescia vicina al contagio zero. Presidente virologi: “Manca una settimana” (Nella foto Ansa l’unità di Terapia intensiva a Brescia)

BRESCIA – Brescia è vicina agli zero contagi. Ne è convinto Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia che ai microfoni di Radio anch’io, in onda su Rai Radio 1, intravede la fine dell’emergenza coronavirus: “Siamo prossimi alla fine dei contagi – dice – Su Brescia tra una settimana andremo ad azzerare”.

Da maggio in poi – ha proseguito l’esperto – possiamo considerare una Fase 2 di reinserimento al lavoro più importante per il tessuto economico, e poi via via il ritorno ad una normalità responsabile perché tutti devono sapere che non è finito, perché noi non partiamo come la Cina da un azzeramento ma da un declino dei casi e quindi sarà ancora più importante operare bene per non trovarci in situazioni di difficoltà”.

“Abbiamo vissuto momenti drammatici – spiega Caruso – la Lombardia è quella che ha sofferto più di tutti. Errori ci sono stati inizialmente di tipo politico perché noi virologi sin dal nascere dell’epidemia in Cina avevamo chiesto di intervenire. Anche se gli errori ci sono stati anche nella scienza con molti virologi improvvisati che hanno lanciato messaggi non corretti”.

Caruso sostiene che “questo ha dato una prima spallata a quella che poteva essere una misura molto forte. Il governo ha seguito alcune di queste voci, forse perché tutto sommato andava a mettere in equilibrio il discorso sanitario con quello economico. Poi più avanti ci sono stati interventi efficaci anche se un po’ tardivi”.

Quanto alla diagnostica, l’esperto afferma: “Sono pronti i test sierologici, sono stati validati. Abbiamo fatto un buon lavoro in Lombardia, anche all’Istituto superiore di sanità è stato fatto tutto quello che si doveva e il test di Pavia potrà essere fatto su larga scala, con grandi numeri, e penso proprio con risultati affidabili e specifici nella diagnosi”. 

“Ci sono molti nuovi farmaci, tanti in sperimentazione – ha concluso – e prima o poi uscirà qualcosa di valido”. (Fonte: Radio Anch’io)