Coronavirus, Burioni: “Non uscite in tutta Italia” VIDEO. La campagna dei vip #iorestoacasa

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2020 9:19 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2020 13:04
Coronavirus, Burioni: "Non uscite anche nelle zone sicure". La campagna dei vip #iorestoacasa

Coronavirus, Burioni (nella foto Ansa) “Non uscite anche nelle zone sicure”. La campagna dei vip #iorestoacasa

ROMA – Non uscire, anche nelle zone in cui il coronavirus non si è ancora diffuso, dice il virologo Roberto Burioni. E intanto sui social parte spontanea una campagna dei vip al rimorchio dell’hashtag #iorestoacasa.

Un appello al senso civico che molti personaggi dello spettacolo in queste ore stanno condividendo. Ci sono Fiorello che denuncia “c’è del casismo” e Amadeus che dal divano di casa invita tutti a riscoprire il piacere di fare cose in famiglia. E poi Andrea Delogu che invoca “i supereroi che stanno a casa”, Giuliano Sangiorgi che scrive una canzone, Jovanotti che suona un oud, una specie di mandolino arabo. E ancora Antonella Clerici, Laura Pausini, Emma Marrone, Paola Turci, Fabio De Luigi, e molti altri.

A spiegare chiaramente i motivi scientifici è Burioni in una intervista a Radio Capital: “Quelli che in questo momento devono prendere le precauzioni e stare in casa sono i cittadini delle regioni in cui il virus non è ancora arrivato. Lì possiamo ancora incidere, ritardare e diluire l’epidemia”.

Sull’assalto ai treni per il sud, il virologo Burioni ricorda poi che è proprio questo “il modo migliore per diffondere l’epidemia anche in zone in cui non è arrivata. Conviene rimanere dove si è. Una delle cose che ci può salvare è il fatto che se si saturano gli ospedali del nord i malati molto gravi possono essere trasferiti al sud. Ma se l’epidemia si diffonde altrove siamo finiti”.

Per combattere il virus, insiste, “bisogna fare dei sacrifici”. E, soprattutto, muoversi il meno possibile: “Stare a casa è una cosa tassativa. Non si può combattere quest’epidemia solo limitando i contatti personali il più possibile. Se non si può lavorare da casa si va a lavoro, e si sta attenti a rispettare le distanze e a non stringere la mano. Se si ha un minimo di febbre o un minimo di tosse si sta a casa e non si fa gli eroi – prosegue – e poi non si esce, si sta a casa, non si va al cinema o al ristorante. Ci saranno altri momenti in cui potremmo rifarci”.

“Questa – sottolinea Burioni – è l’unica arma che abbiamo. Per una volta nella vita uno vale uno, il virus colpisce tutti, potenti e umili. Ognuno di noi può fare la differenza e deve farla, altrimenti saranno guai. Nel momento in cui le terapie intensive saranno saturate, non solo non potremmo più curare i malati di coronavirus e le morti aumenteranno, ma anche il ciclista che cade e ha una brutta frattura non potrà avere le cure necessarie. Questo è il momento della responsabilità, dobbiamo cambiare il nostro stile di vita per un po’ di tempo. Dobbiamo stare a casa”. 

Lo stesso concetto ribadito a Radio Capital, Burioni lo aveva detto domenica sera a Che Tempo che Fa su Rai Due (qui di seguito il video). 

Fonte: Radio Capital, Instagram, RaiPlay