Coronavirus, in una casa di riposo a Stagno Lombardo (Cremona) morti 21 anziani su 70

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2020 12:49 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 12:49
Coronavirus, in una casa di riposo a Stagno Lombardo (Cremona) 21 anziani morti su 70

Coronavirus, in una casa di riposo a Stagno Lombardo (Cremona) 21 anziani morti su 70 (Foto archivio Ansa)

CREMONA   –  Allarme anziani nelle case di riposo per il rischio coronavirus. Sono sempre di più i decessi nelle residenze per la terza età. A Stagno Lombardo (Cremona) si contano ventuno decessi su 70 ricoverati. Il sindaco, Roberto Mariani, ha scritto alla prefettura perché vengano effettuati tamponi su pazienti e operatori della casa di riposo.

Ma il caso non è unico, purtroppo. Nella casa di riposo Santa Chiara di Lodi sarebbero 43 gli anziani deceduti dal 20 febbraio scorso. Lo denunciano i sindacati, che parlano di “strage silenziosa di anziani nelle case di riposo”. 

In particolare il casi sindacato dei pensionati della Cgil che chiede al Governo di “fare presto” e di “dotare gli operatori socio-sanitari dei dispositivi di protezione individuale, chiudere queste strutture all’esterno e sottoporre tutti ai tamponi per isolare i focolai”.

Il sindacato nei giorni scorsi aveva lanciato un allarme parlando di 500mila anziani a rischio. “Al momento – continua lo Spi-Cgil – non ci risultano iniziative specifiche adottate per queste strutture. Non si può continuare a fare finta niente, non ci possiamo permettere ulteriori perdite di tempo. Servono soluzioni e servono subito”.

Roberto Speziale, presidente Anffas, Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, definisce i centri residenziali in cui vivono molte persone con disabilità e anziani non autosufficienti “vere e proprie bombe ad orologeria pronte a scoppiare. Tali strutture – specifica Anffas – vanno equiparate, ai fini dell’emergenza, a quelle sanitarie e gestite con pari attenzione, con priorità nella fornitura di dispositivi di sicurezza, materiale e personale”.

“Ci giunge anche – rileva l’associazione – un disperato appello sulla necessità di supporti domiciliari: si sono già verificati casi in cui i genitori sono venuti meno e i figli con disabilità rimasti soli in casa, con minimi supporti dei Comuni, o casi in cui genitori anziani si sono ammalati e i cui figli con disabilità sono di difficile gestione. Quando non sono le stesse persone con disabilità a risultare positive e non in grado di mettere in atto le misure di distanziamento o utilizzo dei dispositivi per prevenire il contagio. Anche per gli Enti locali si sta rivelando problematico trovare personale disponibile e idoneo”. (Fonte: Ansa)