Coronavirus, Giuliano Cazzola: “Dicono che sia la terza guerra mondiale ma…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2020 14:46 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2020 14:46
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, Giuliano Cazzola: “Dicono che sia la terza guerra mondiale ma…” (foto Ansa)

ROMA – Intervistato da Radio Cusano, l’economista Giuliano Cazzola parla delle restrizioni in corso per via dell’emergenza coronavirus:

“Probabilmente avremmo dovuto graduare di più queste decisioni, perché quando ci si infila in questa strada è difficile tornare indietro. Anche perché quando non ci saranno più contagi il virus continuerà ad andare in giro e con questo virus bisognerà imparare a convivere. Dicono che questa sia la terza guerra mondiale. Nelle prime due guerre mondiali sono morti milioni di giovani, sono scomparse intere generazioni, se oggi rischiano qualche centinaia di migliaia di anziani non mi pare la stessa cosa, semmai andrebbero tutelate queste fasce di persone, ma non si può paralizzare il Paese. Non ci si può suicidare per non ammalarsi”.

Sul decreto Cura Italia. “Sono misure di emergenza un po’ accavallate, però tutto sommato per l’emergenza servono. A leggere quel cumulo di norme si ha proprio l’idea di un Paese in guerra. Però in una fase come questa bisogna pensare al mantenimento del Paese, se le fabbriche chiudono l’unica cosa da fare è pagare la cassa integrazione agli operai. Certo, chi non è lavoratore dipendente è più scoperto. Penso sia estremamente complicato passare da un reddito di cittadinanza a un reddito di contagio”. 

Sull’Europa. “L’Europa ormai si è fatta fuori da sola. E’ sospeso il patto di stabilità, Schengen è finito in naftalina, non ci sono più regole. Credo che questo sia tanto. E’ venuta fuori questa storia degli Eurobond. Per emetterli ci vuole un capitale, l’Europa in sé non ha un capitale proprio con cui rispondere se emette degli Eurobond. Paesi solidi come Germania e Olanda possono emettere titoli di Stato a un prezzo molto più basso e non gli converrebbero i tassi degli Eurobond. C’è il Mes, che ha 400 miliardi, e potrebbe essere quello ad emettere Eurobond. Se però questi soldi degli altri vengono messi per la spesa corrente ci vorrà pure un controllo sovranazionale. L’idea di fare da sè fa scappare da ridere. Se noi ci mettessimo a emettere Coronabond chi se li compra?”.

Fonte: Radio Cusano.