Coronavirus, chi ha contagiato in Lombardia, Veneto, Piemonte..? I “leggeri”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Febbraio 2020 13:35 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2020 13:59
Coronavirus, chi ha contagiato in Lombardia, Veneto, Piemonte..? I "leggeri"

Coronavirus, chi ha contagiato in Lombardia, Veneto, Piemonte..? I “leggeri” (Foto Ansa)

ROMA – Coronavirus, chi ha contagiato chi? Chi ha portato il contagio in Lombardia, Veneto, Piemonte, di fatto in tutta l’Italia del Nord? Per un po’ si è cercato il cosiddetto paziente zero, cioè il primo contagiato della catena e soprattutto lo si è cercato supponendo un suo legame diretto con la Cina. Probabilmente a questo punto quella del paziente zero è una ricerca inutile. Perché con buona probabilità il contagio si muove e si è mosso in altro modo, probabilmente il contagio cammina sulle gambe dei “leggeri”.

Chi sono i “leggeri”? Sono individui, uomini e donne, forse molti di più di quanti non si supponga o non si sia stimato finora, che hanno o hanno avuto qualche linea di febbre e magari anche un po’ di tosse e raffreddore. Non sono andati dal medico perché con i sintomi di una leggera influenza dal medico non si va. E, se sono andati dal medico, mai e poi mai è venuto in mente al medico potesse essere altro che influenza.

I “leggeri” esistono e sono tanti. Si comincia a stimare anche in Cina siano moltissimi, molti di più dei circa 80 mila ammalati di coronavirus. I “leggeri” sono coloro che hanno contratto coronavirus in forma appunto leggera. Già si sa che coronavirus conclamato colpisce in forma ufficialmente leggere circa l’ottanta per cento di chi contagia (il restante 20 per cento ha sintomi gravi, finisce in terapia intensiva, circa il 3 per cento non ce la fa).  E’ possibile, a questo punto plausibile, che ci siano in giro sul pianeta, e quindi anche in Italia, molti “leggeri”. Contagiati da coronavirus in forma lieve, non diagnosticati come malati. Non diagnosticabili come malati. 

I “leggeri”, molti di più degli asintomatici che sono rari. I “leggeri” che hanno sintomi minimi e credono di avere raffreddore o influenza e vivono di conseguenza. I “leggeri” che però portano carica virale e sono quindi in grado di contagiare altri. Talvolta contagio lieve su lieve. Ma non sempre, ogni organismo umano è differente e la carica virale di un “leggero” può indurre sia contagio in forma lieve che in forma grave.

Come ogni aspetto del reale l’esistenza dei “leggeri” è buona e cattiva notizia, il reale è sempre complesso e complicato. Buona notizia perché attesta che coronavirus nella maggioranza dei casi colpisce in forma lieve, quindi coronavirus non decimerà l’umanità e non riempirà i cimiteri. Cattiva notizia perché se coronavirus cammina sulle gambe dei “leggeri”, allora coronavirus cammina troppo svelto per chiunque lo insegua. E quindi coronavirus farà il suo giro d’Italia e del mondo.

Coronavirus che cammina sulle gambe dei “leggeri” può spiegare il perché dei molti e improvvisamente molti contagi nel Nord Italia. Sostiene l’immunologa Ilaria Capua che, se coronavirus gira tra la popolazione da un mese, un mese e mezzo, i contagiati tanti e tutti insieme li troviamo perché abbiamo cominciato a cercarli. Se questa interpretazione è corretta, coronavirus in forma leggera ha già toccato molti di più di quanti non si stimi e di quanto non si veda. Confermando quindi sia la sua relativa debole nocività sia la sua pericolosità sotto forma di veloce e facile contagio.