Coronavirus, Codogno città fantasma: treni non fermano, Trenord “chiude” anche Maleo e Casalpusterlengo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Febbraio 2020 9:10 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2020 9:12
Coronavirus, Codogno città fantasma: treni non fermano, Trenord "chiude" anche Maleo e Casalpusterlengo

Coronavirus, Codogno città fantasma: treni non fermano, Trenord “chiude” anche Maleo e Casalpusterlengo (nella foto la stazione di Codogno)

LODI – “E’ tutto fermo, non si vede anima viva…”. Codogno, cuore del focolaio del Coronavirus in Lombardia, ha l’aspetto di una città fantasma agli occhi dei passeggeri sui treni in transito. La fermata è stata sospesa e alla stazione, chiusa e dove i treni non fermano più, “non si vede nessuno”, riferisce all’ANSA il passeggero di un convoglio. Ma anche nelle strade limitrofe “non si vede nessuno”. “Speriamo in bene”, aggiunge il viaggiatore.

Inoltre il sindaco di Codogno ha disposto per oggi, 22 febbraio, la chiusura di scuole, bar e locali. Cancellata anche la festa di Carnevale prevista per domenica.

Dando seguito all’ordinanza di Regione Lombardia che indica la “interdizione dei mezzi pubblici” i treni non effettueranno fermata nelle stazioni di Codogno, Maleo e Casalpusterlengo. Lo fa sapere Trenord. In particolare i treni della linea Milano-Piacenza non effettuano fermata a Codogno e Casalpusterlengo; i treni della Mantova-Cremona-Milano non fermeranno a Codogno. Il servizio è sospeso totalmente sulle linee Pavia-Codogno e Cremona-Codogno. A seguito dell’ordinanza inoltre sarà sospesa l’attività di biglietteria presso le stazioni di Codogno e Casalpusterlengo. Il provvedimento sarà in vigore fino a nuova comunicazione da parte dell’autorità. 

“Dobbiamo attenerci alle regole igienico sanitarie e sperem in ben” scrive qualche cittadino del Lodigiano su Facebook. “Certo che supereremo tutto…Abbiamo vinto contro i Lanzichenecchi a Milano nel 1600”. C’è poi chi è convinto che si sarebbero dovute chiudere le frontiere mentre altri fanno domande sull’ordinanza di chiusura delle attività e su come comportarsi. “Il problema – sottolinea qualcuno – è che se si invitano i cittadini a rimanere a casa,i datori di lavoro non ti giustificano…e quindi a casa non ci rimane nessuno…chi lavora fuori Casale deve necessariamente andare…almeno così mi ha detto la responsabile”. (fonti AGI – ANSA)