Coronavirus, il colonnello di Bergamo: “Quei camion pieni di bare spero fermino chi si muove troppo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Marzo 2020 16:33 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2020 16:33
Coronavirus, il colonnello di Bergamo: "Quei camion pieni di bare spero fermino chi si muove troppo"

Coronavirus, il colonnello di Bergamo: “Quei camion pieni di bare spero fermino chi si muove troppo” (Foto Ansa)

MILANO  –  “Come carabiniere e come cittadino mi auguro che quell’immagine di camion militari in fila per le vie di Bergamo serva a fare riflettere le persone che oggi si muovono in modo eccessivo e che non rispettano le prescrizioni delle autorità cittadine e sanitarie”: a dirlo è il colonnello Paolo Storoni, comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo.

E’ lui che, in stretta collaborazione con l’Esercito che ha messo a disposizione camion e uomini, ha gestito un intervento di straordinaria delicatezza, nel pieno dell’emergenza Covid-19: il trasporto delle salme da Bergamo ad altre province italiane, perché nei cimiteri del comune lombardo non c’era più posto.

Una scena che ha suscitato grande impressione e dolore, e a cui gli italiani hanno reagito con centinaia di messaggi di vicinanza e solidarietà sui social network. Post quasi sempre corredati dall’invito rivolto a tutti, ancora una volta, a “restare a casa” per evitare il contagio, aiutando così concretamente gli ospedali e le altre strutture sanitarie ormai sull’orlo del collasso per via dell’elevatissimo numero di malati che necessitano il ricovero.

“Sicuramente – ha sottolineato il comandante all’Ansa – quelle foto dimostrano una delle tante sfaccettature di questa emergenza. Mi auguro che sia utile”. All’operazione di mercoledì, sottolinea Storoni, hanno lavorato le forze armate in modo sinergico, sia per il trasporto logistico che per l’individuazione dei siti in cui fare arrivare le bare.

“Il numero elevato di decessi – sottolinea – ha portato ad una situazione che inevitabilmente le strutture cimiteriali non sono riuscite più a gestire. E noi, carabinieri ed Esercito, ci siamo messi a disposizione. Perché quando le strutture civili sono in crisi, lo Stato interviene anche con le forze armate e con lo strumento militare per ridurre, per quanto possibile, il disagio e le sofferenze della popolazione. E l’operazione di mercoledì è andata in questa direzione”. (Fonte: Ansa)