Coronavirus, il Comune di Roma invita a segnalare gli assembramenti. Le critiche sui social

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2020 10:35 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2020 11:32
Crescentini, coronavirus

Coronavirus, il Comune di Roma invita a segnalare gli assembramenti. La Crescentini: “Siamo impazziti?”

ROMA – Il Comune di Roma invita a segnalare gli assembramenti e l’attrice Carolina Crescentini, via social, se la prende con l’iniziativa: “Ma siamo impazziti?”.

Ma di quale iniziativa parliamo?

Sul sito del Campidoglio è stata segnalata la possibilità di far presente se si notano assembramenti. Assembramenti, lo ricordiamo, che sono vietati secondo i vari decreti governativi varati via via a causa dell’emergenza per il coronavirus:

“Ci sono assembramenti di persone che ritieni in contrasto con le regole dell’emergenza sanitaria? Puoi segnalarli direttamente all’Autorità competente per la vigilanza, tramite il SUS (Sistema Unico di Segnalazione) attivo sul portale istituzionale di Roma Capitale”.

Ogni cittadino, quindi, è stato invitato dal Comune a segnalare gli assembramenti. Giusto? Sbagliato? No? Sì? Di sicuro la legge, questo ormai dovrebbe essere noto anche ai meno informati, li vieta. Li vieta per la sicurezza di tutti ma, soprattutto, di chi è più esposto dal punto di vista scientifico ai possibili contagi. Meno contagi meno ricoverati meno vittime. E’ semplicemente la logica.

Certo tutto questo rischierà di erodere, almeno un po’, la privacy e la nostra socialità. Da qui, probabilmente, il tweet dell’attrice. Ma in qualche modo bisogna pur fare. O no?

La domanda della Crescentini resta: siamo impazziti?

La Crescentini, d’altronde, non è sola nelle critiche. Sotto al post, sotto al post del Comune di Roma, infatti, è un diluvio di commenti.

C’è chi si spinge a domandare ironicamente “a quando la Stasi?” avanzando parallelismi con la DDR, chi chiede se l’iniziativa sia stata “sviluppata in Corea del Nord”.

Critiche vengono rivolte anche alla macchinosità del sistema, che richiede di entrare sul sito tramite lo Spid (l’identità digitale per i servizi della Pa), compilare un apposito modulo e poi avviare la segnalazione che verrà verificata in seguito dalla Polizia Locale, con il rischio che nel frattempo l’eventuale assembramento si sia sciolto. In fondo il SUS, attivo da luglio 2018, era nato per segnalare cose come sacchetti della spazzatura non raccolti o buche stradali di lunga durata, ovvero il catalogo dei disservizi tra i più frequenti nella Capitale. Il Campidoglio, per voce della sindaca Virginia Raggi, nega che si tratti di un sistema che invita alla delazione e parla invece di una soluzione per aggregare in un unico contenitore tutte le segnalazioni che già arrivavano da giorni. Ma tra gli inviti più frequenti al Campidoglio nei commenti ne ricorre uno: “Basta fomentare l’odio sociale”.

Fonte: Twitter, Comune di Roma, Agi.