Coronavirus, gli altri Paesi “indietro” di 9/14 giorni. L’incubo del contagio di ritorno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Marzo 2020 12:52 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2020 13:00
Coronavirus, gli altri Paesi "indietro" di 9/14 giorni. L'incubo del contagio di ritorno

Coronavirus, l’incubo del contagio di ritorno (Ansa)

ROMA – Ben oltre un decesso su 10 tra quelli collegati al coronavirus è avvenuto in Italia: ci stiamo avvicinando al picco epidemico. Qualche settimana dopo la Cina che infatti ora sta per circoscrivere il contagio (e questo in qualche modo è rassicurante).

Qualche settimana prima invece – e questa sarà solo un’altra delle tremende incognite che dobbiamo risolvere – degli altri paesi europei e del mondo in generale. Perché quando noi ne staremo per uscire, nei paesi vicini ci si troverà nella nostra drammatica situazione attuale. Ci troveremo di fronte a un contagio di ritorno? Peraltro non è stato ancora scoperto se una volta contagiati si possa esserlo una seconda volta. Il fatto che si possa trasmettere coronavirus anche un paio di giorni prima del manifestarsi dei sintomi complica ulteriormente gli scenari a venire.

Gli altri Paesi entro 9-14 giorni come l’Italia

Basta scorrere i dati (di seguito gli aggiornamenti). Coronavirus sta dispiegando tutto il suo potenziale di contagio in Spagna, in Francia, in Germania, nel Regno Unito, nel resto del mondo. 9, 14 giorni al massimo, ed è facile pronosticare un destino simile a quello toccato agli italiani. 

Il confronto tra curve di crescita mostra un allineamento dell’andamento dell’epidemia negli altri Paesi Ue maggiormente coinvolti, salvo lo sfasamento temporale dell’inizio. Germania e Francia sono indietro di 9 giorni rispetto a noi, la Spagna di 10,5, gli USA di 11,5 e così via. Uno spread temprale che andrà gestito con strumenti finora inimmaginabili. 

Asincronicità del contagio: noi guariti, gli altri infetti

La parola chiave, e il problema più preoccupante, è asincronicità. Cioè il virus si è diffuso con tempi diversi nei vari stati coinvolti, ma mentre la risposta è nazionale, il virus se ne infischia dei confini. Quando saremo guariti, gli altri saranno infetti: come ci difenderemo?

Da carcere dal quale non si può uscire (anche perché gli altri bloccano i voli, chiudono i passi alpini, bloccano le navi) ci trasformeremo in fortezza impermeabile alle influenze straniere? Un’epidemia come questa, secondo gli esperti della Commissione Ue, potrebbe rientrare tra le situazioni d’emergenza per richiedere il ripristino dei controlli ai confini interni e sospendere la libera circolazione assicurata dal trattato di Schengen. Ma finora a Bruxelles non è arrivata nessuna richiesta ufficiale in questo senso e molti ne hanno messo in discussione la validità pratica.

Spagna, 35 morti

E’ salito a 35 il numero dei morti legati al coronavirus in Spagna. Lo riferisce El Pais, citando dati del ministero della Salute secondo cui i casi confermati sono 1.622 in tutto il Paese, di cui la metà a Madrid. Rispetto a ieri a mezzogiorno, sottolinea il sito del quotidiano spagnolo, il numero dei contagi è aumentato di quasi il 40%.

Francia 30 morti

Sale a trenta morti e 1.606 persone contagiate il bilancio del coronavirus in Francia pubblicato oggi dal ministero della Salute. Le autorità francesi precisano che l’allerta resta ancora allo ‘stadio 2’, quella precedente all’epidemia. L’ultimo bilancio di ieri sera era di 25 morti e 1.412 contagi riscontrati. Misure tanto drastiche come quelle decretate in Italia “non sono” al momento necessarie in Francia anche se non possono essere escluse in futuro, ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron.

Germania, 1296 contagi

Sono saliti a 1296 i casi i contagio da Coronavirus in Germania. Il dato aggiornato alle 15 di ieri è stato inserito nel sito del ministero della Salute nella tarda serata. Il Coronavirus si diffonde rapidamente fra i Laender. Più colpito resta il Nordreno-Vestfalia, con 484 positivi. Seguono la Baviera con 314 e il Baden-Wuerttemberg con 237. Berlino è ferma a 48 casi registrati.

Regno Unito, sei morti

Continua la graduale accelerazione dell’epidemia di coronavirus anche nel Regno Unito, finora ultimo per numero di casi fra i Paesi maggiori dell’Europa occidentale. Secondo l’aggiornamento quotidiano del ministero della Sanità, il totale dei contagi censito a stamattina è salito a 373 persone contagiate, con un nuovo balzo di 64 in più rispetto a ieri. Il numero dei morti indicati al momento resta a 6, mentre i test eseguiti sono aumentati fino a 26.261. (fonte Ansa)