Coronavirus convivenza forzata, quale effetto sulle coppie? Risponde l’avvocato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2020 14:41 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2020 14:41
Coronavirus convivenza forzata, quale effetto sulle coppie? Risponde l'avvocato

Coronavirus convivenza forzata, quale effetto sulle coppie? Risponde l’avvocato (Foto Ansa)

AVELLINO – Giorni di convivenza forzata, spazi ristretti e coppie che rischiano di scoppiare, perché magari prima che il governo imponesse a tutti rigide regole, alcune famiglie erano già sull’orlo di una crisi di nervi e avevano già fatto un passo nello studio di un legale. “Ma adesso sembra tutto congelato, in attesa di tempi migliori e soprattutto che ricomincino le udienze in tribunale”, spiega all’AGI l’avvocato matrimonialista Rosi Frullone, che ha chiuso lo studio legale, per rispettare le rigide norme di sicurezza anti contagio da coronavirus, ma ha attrezzato uno studio virtuale.

“Se prima le richieste di appuntamento in video conferenza erano pochissime in un anno e soprattutto da altre città – racconta l’avvocato – oggi è un lavoro quotidiano. Prima organizzavo questi incontri di orientamento in studio, oggi si fa ciascuno da casa propria, via Skype. E queste convivenze forzate incrementano il lavoro, gratuito ovviamente”. E’ un altro aspetto della professione in tempo di pandemia.

“Difficilmente il cliente farà un bonifico prima di collegarsi – osserva Frullone – ma io continuo a fare questi incontri, perché il momento è davvero delicato. Temo che anche chi si stia adattando, stia sopportando, e in genere sono le donne più deboli, possa esplodere in questa situazione di costrizione prolungata fino a non si sa quando. L’altra possibilità è che a maggio avremo un baby boom”. Un’eventualità da non scartare, soprattutto in un’area a forte calo demografico.

Per l’avvocato Frullone non tutte le coppie sono destinate a separarsi. “Qualcuno si ritrova – spiega – anche se prima della crisi aveva avviato le pratiche di separazione. Le ultime udienze celebrate sono state particolari. Ho avuto un marito che per paura di perdere la casa, che sarebbe andata alla moglie e ai figli, ha fatto costruire in tre ore un muro per dividere l’appartamento. Si è portato avanti. Altri mariti mi telefonano spesso per chiedermi se è lecito che la moglie li costringa a dormire in un’altra stanza perché lavorano e possono portare il virus in casa. Sono tante le situazioni e tutte evidenziano una grande paura che non sappiamo come evolverà”. (Fonte Agi).